Tajani: “Abbiamo raccomandato ai nostri connazionali in Iran di tornare in Italia”

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“Agli italiani in Iran – circa 700 – abbiamo anche raccomandato di tornare in Italia con i voli commerciali, che sono in graduale ripresa”.

Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al question time al Senato.
In riferimento al Libano, ha aggiunto: “In una situazione sul terreno particolarmente complessa, ci stiamo adoperando per favorire un aumento dei collegamenti in uscita da Beirut, inclusi voli charter e altre modalità, su cui lavoriamo con il ministero della Difesa.

Proprio in queste ore stiamo organizzando un volo charter speciale per trasferire in Italia circa 180 connazionali, che speriamo possano arrivare già stasera”.

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Como, presunta tangente di 846mila euro versata a due dirigenti Anas per i lavori sulla SS 340

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Ammonta a quasi 846mila euro la cifra della presunta tangente versata tra il 2018 e il 2021 a due dirigenti Anas, uno dei quali ancora manager della società che gestisce la rete stradale nazionale, dal Consorzio Stabile Sis Società consortile per azioni, per l’appalto per i lavori sulla SS 340 “Regina”- Variante Tremezzina che interessa alcune località sul lago di Como.

Lo si legge nel provvedimento con cui la procura di Milano ha acquisito una serie di documenti nell’indagine in cui si ipotizzano, tra gli altri, i reati di corruzione e turbativa d’asta.
L’inchiesta vede al centro “le figure dei fratelli Liani, Stefano, Luigi e Marco”, tutti e tre indagati.
Come risulta dal decreto di perquisizione, eseguito dalla Gdf, in particolare Luigi e Marco, “ex funzionari pubblici” in Anas, “dopo aver interrotto il rapporto lavorativo con la società pubblica” per “passare all’imprenditoria privata”, continuavano “ad operare nel settore dell’edilizia pubblica e della costruzione e manutenzione di strade, autostrade, porti e aeroporti, attraverso società loro riconducibili”.
Anche Stefano Liani è un ex funzionario Anas.

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Arrestato dalla Polizia Postale l’hacker del Ministero della Giustizia

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Era diventato l’incubo del ministero della Giustizia.

Compirà 24 anni alla fine del mese l’hacker siciliano arrestato dalla Polizia Postale al termine di indagini durate diversi anni e coordinate dalla Procura di Napoli. Le sue incursioni nei server, sfruttando un account di amministratore e senza lasciare tracce, a un certo punto hanno spinto gli inquirenti a un ritorno indietro nel tempo, per quanto riguarda le modalità d’indagine, a usare la carta e le riunioni in presenza, costringendoli a rinunciare a email, chat e video call, per evitare di essere, loro, “intercettati”.
   

La paziente e sofisticata inchiesta dei magistrati del pool reati informatici di Napoli ha coinvolto diversi uffici inquirenti, da Nord a Sud, che si sono interfacciati attraverso il supporto della Direzione nazionale antimafia. Il giovane, originario di Sciacca (Agrigento), residente a Gela (Caltanissetta) e domiciliato a Roma, è impiegato come programmatore: è stato bloccato ieri pomeriggio, poco prima che scattassero una serie di perquisizioni grazie alle quali sono stati trovati, decriptati e sequestrati diversi terabyte di dati, in parte coperti da segreto investigativo, dislocati anche su server posizionati all’estero. Non solo: estromettendo gli amministratori ha drenato da portafogli virtuali esteri ingenti guadagni della vendita di beni e servizi illeciti: milioni di euro, tre per la precisione, in bitcoin, sequestrati presso exchange in tutto il mondo.

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Gasperina, 37enne ucciso per un debito di pochi euro

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Un debito di pochi euro.

Sarebbe questo, secondo quanto è emerso dai primi accertamenti dei carabinieri, il movente dell’omicidio di un uomo di 37 anni, Antonio Procopio, con precedenti, avvenuto la scorsa notte a Gasperina, nel catanzarese. Con l’accusa di essere il responsabile dell’omicidio i militari della Compagnia di Soverato, che stanno conducendo le indagini, hanno posto in stato di fermo una persona. Procopio è stato ucciso in una via centrale del paese con una coltellata al torace. La sua morte é stata istantanea.
   

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Libano: “Nasrallah aveva accettato tregua prima di essere ucciso”

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L’ex leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, aveva accettato un cessate il fuoco con Israele poco prima di essere ucciso in un raid su Beirut, afferma il ministro degli Esteri libanese Abdallah Bou Habib citato dall’agenzia di stampa turca Anadolu.
“La parte libanese aveva accettato”: il presidente del parlamento Nabih “Berri si era consultato con Hezbollah e ne avevamo informato i rappresentanti di Stati Uniti e Francia”, dice Bou Habib.

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Napoli, emesse 60 ordinanze di custodia cautelare per camorra

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Circa 350 agenti della polizia hanno eseguito questa mattina a Napoli un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per 60 persone.

Le accuse vanno dall’associazione di stampo mafioso al tentato omicidio, dall’estorsione al traffico di droga. Nel mirino i clan De Micco e De Martino.

La misura è stata emessa dal gip del tribunale partenopeo su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. I particolari verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa convocata per le 10.30 dal procuratore Nicola Gratteri. 

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Medio Oriente, Israele risponderà all’attacco missilistico dell’Iran

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Il gabinetto di sicurezza israeliano ha dichiarato di essere d’accordo sul fatto che la risposta israeliana all’Iran arriverà dopo il coordinamento con gli Stati Uniti.

Channel 12 riferisce che la decisione, presa ieri sera, prevede che Israele risponda con la forza all’attacco missilistico dell’Iran, ma prima lavorerà per coordinarsi con gli Stati Uniti, poiché cercherà di colpire siti strategici in Iran.

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Mosca: “Abbattuti 113 droni ucraini”

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Pioggia di droni ucraini stanotte sulla Russia: il Ministero della Difesa di Mosca afferma che le difese aeree hanno abbattuto 113 veicoli senza pilota delle forze di Kiev sulle regioni russe di Belgorod, Voronezh, Kursk e Bryansk.

E’ intanto salito a tre morti e 24 feriti il bilancio degli attacchi ucraini di ieri sull’oblast di Belgorod, secondo le autorità locali. 

La difesa aerea dell’Ucraina fa sapere intanto di avere abbattuto 78 droni d’attacco kamikaze russi Shahed di fabbricazione iraniana durante la notte.

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Lecce, padre e figlio azzannati da sei cani randagi

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Un ragazzino di 15 anni e suo padre sono stati aggrediti da un branco composto da sei cani randagi mentre si trovavano in campagna nel Leccese, dove erano andati a raccogliere lumache.

L’episodio risale ad alcuni giorni fa, ma solo ora si è appresa notizia. E’ accaduto di sera, in una zona di campagna lungo la provinciale che collega Scorrano a Nociglia. I due hanno riportato ferite profonde e hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell’ospedale di Scorrano.
Il padre, nel tentativo di soccorrere il figlio, ha riportato ferite nella zona lombare suturate con una ventina di punti. Più gravi le ferite riportate dal 15enne, azzannato al collo e alle gambe. Solo per pochi centimetri non è stata interessata la giugulare. Sono stati necessari oltre 30 punti di sutura. Quando è scattato l’allarme e sono intervenuti i carabinieri, il branco di randagi si era già dileguato. In passato nella zona era stata segnalata anche la presenza di lupi.
   

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Cerimonia in Senato per i 100 anni della radio

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Il Senato della Repubblica celebra oggi i 100 anni della radio in Italia.

Nell’Aula di Palazzo Madama su iniziativa del presidente Ignazio La Russa e con la conduzione di Carlo Conti, la partecipazione di Renzo Arbore, Umberto Broccoli e Andrea Delogu, verranno ricordati i momenti più emozionanti e significativi della storia della radiofonia italiana.

Grazie al contributo del Museo della Radio e della Televisione Rai di Torino e di Radio Rai, sarà possibile inoltre ascoltare i primi annunci così come furono trasmessi dagli apparecchi radiofonici di un secolo fa, a partire dal primo avvenuto il 6 ottobre 1924.

Fino a domenica 6 ottobre, inoltre, nella sala di Palazzo Madama intitolata a Guglielmo Marconi, resteranno esposti documenti d’archivio e apparecchiature tecniche di un secolo fa, come il microfono a bobina magnetica utilizzato per il primo annuncio radiofonico e il carillon della radio, databile 1936, che veniva utilizzato come stacco tra i programmi riproducendo il canto di un uccellino.

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