Crotone, poliziotto uccide un giovane e rimane ferito in modo grave

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Un poliziotto, di cui non si conoscono al momento le generalità, ha ucciso un giovane a Crotone, nel quartiere “Lampanaro”.

L’agente, nella stessa occasione, é rimasto ferito in modo grave. La dinamica dei fatti é in fase di ricostruzione da parte dei carabinieri. La vittima è Francesco Chimirri, residente a Crotone. Non si sa ancora se il poliziotto, nel momento in cui ha ucciso Chimirri, fosse in servizio.

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Taiwan, 4 morti e 700 feriti per il tifone Krathon

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E’ di quattro morti e 700 feriti l’ultimo bilancio delle vittime del tifone Krathon che giovedì ha colpito il sud di Taiwan, hanno annunciato oggi le autorità dell’isola.
Ancora 20.000 case risultano senza elettricità, soprattutto nella città costiera sudoccidentale di Kaohsiung.

Frane e strade allagate a Nuova Taipei, con decine di studenti rimasti bloccati nelle loro scuole.

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Palermo, piano di razionamento dell’acqua per crisi idrica

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E’ scattato oggi il piano di razionamento dell’acqua che riguarda 21 zone della città di Palermo lasciando, per ora, le cose come stanno nel centro storico e nei quartieri Uditore e San Lorenzo e in quelli marinari.

Considerata la crisi idrica che va avanti da mesi il piano prevede che, a seconda dei turni, l’acqua non arriverà una volta ogni 5 giorni, sabato e domenica arriverà sempre. Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, dice: “Monitoreremo questa fase sperimentale, di alternanza giorno per giorno, nella fornitura dell’acqua. I cittadini sono stati preventivamente avvertiti. E’ una decisione del coordinamento dell’emergenza idrica regionale. Vedremo se questo sarà sostenibile dalla città o meno. Amap e Comune continuano, nel frattempo, a lavorare sia per attingere a nuovi pozzi sia per la bonifica del fiume Oreto”.
La Sicilia oltre che dalla siccità dovuta ai cambiamenti climatici combatte con una rete colabrodo che impone chiusure per manutenzione, riparazioni di condotte: la mancata erogazione per il tempo necessario alle manutenzioni si aggiunge ai turni già presenti costringendo i cittadini a stare giorni o settimane senza che arrivi acqua in casa come a Enna, Caltanissetta, Trapani.
Le procure, come quella di Enna e Trapani, vogliono vederci chiaro e hanno aperto fascicoli d’indagine.
La crisi idrica oltre agli abitanti di comuni riguarda il mondo agricolo e zootecnico. Le piogge delle settimane scorse non sono bastate a rimpinguare anche un minimo gli invasi siciliani che sono quasi a secco complici anche le alte temperature che si registrano. Dighe e invasi inoltre hanno sul fondo tonnellate di sabbia e fanghi, dovuti alla mancata manutenzione nel corso degli anni, e anche questo impedisce all’acqua di accumularsi.
La diga Ancipa ha meno di 2 milioni di mc d’acqua (negli anni scorsi in questo periodo ne aveva da 12 milioni a 22 milioni), il Fanaco è praticamente asciutto così come la diga Leone e la diga Pozzillo. 

Pasquale D’Ascoli
   

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Genova, fermati due ventenni per violenza sessuale nei confronti di una 30enne

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La squadra mobile di Genova ha fermato due ventenni accusati di avere violentato una donna di 30 anni all’uscita di una discoteca in corso Italia, la passeggiata a mare di Genova.

Gli investigatori, coordinati dal pm Valentina Grosso del gruppo Fasce deboli, hanno proceduto al fermo perché uno dei due aveva acquistato dei biglietti per l’estero. È stata la stessa vittima a raccontare quanto successo anche se in modo confuso tanto che gli investigatori ipotizzano che possa essere stata anche drogata.

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Piantedosi: “Vicino ai 34 poliziotti feriti”

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Il bilancio della manifestazione di ieri a Roma è di 4 persone fermate, tra cui una arrestata, e di oltre 200 allontanate prima dell’inizio.

Di queste 51 con foglio di via in quanto gravate da precedenti per reati contro l’ordine pubblico.

Tutta la mia vicinanza e gratitudine ai 34 operatori delle Forze di Polizia aggrediti e feriti nell’occasione.
Ringrazio le Forze dell’ordine e la questura di Roma per l’efficace ed equilibrata gestione di una situazione difficile, a difesa della sicurezza dei cittadini”. Lo scrive il ministro Matteo Piantedosi su X

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Novate, 18enne ferito dal compagno della mamma

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Una lite violenta, dai toni incandescenti, con botte che è finita a colpi di pistola.

Per questo, un camionista di origini albanesi è stato arrestato nella notte nel Milanese per aver sparato a uno dei due figli del primo matrimonio della sua compagna, entrambi fuggiti in Italia dall’Ucraina per la guerra.

Il ragazzo di 18 anni è stato ferito alla gola e dopo essere stato operato è ora ricoverato a Niguarda. Le sue condizioni sono gravi ma non è più in pericolo di vita. La vicenda, che è maturata in un contesto familiare molto difficile, è avvenuta a Novate, comune alle porte di Milano, attorno alle 3.30, in uno stabile in via XXV aprile. Lì vive la coppia con la loro bimba di 6 anni, e i due figli di lei, uno appena maggiorenne e l’altro di 15 anni.

I due, a quanto riferito, avevano un rapporto pessimo con il loro patrigno, che spesso avrebbero bersagliato di insulti e con il quale più volte sarebbero venuti alle mani. A mettere fuoco sulla benzina è stato un litigio tra il 45enne e la compagna.

Uno schiaffo a lei, le grida, svegliano la bambina e il 15enne che cerca di intervenire, mettendosi in mezzo, nel tentativo di difendere la madre. Non riuscendo a dividere la coppia chiama il fratello più grande che era fuori con un gruppo amici. Il diciottenne pensa di rientrare con alcuni di loro in modo da essere ‘spalleggiato’ per mettere fine alla discussione e dare una lezione al patrigno. In cinque piombano a casa: due rimangono in strada e gli altri tre, compresa la vittima, salgono. Nell’appartamento comincia un parapiglia, con i tre che sembrano avere la meglio.

Non fanno i conti però con la rabbia dell’uomo e con il fatto che ha una pistola rubata nel 2013 a Sassuolo, nel Modenese, e 40 cartucce dello stesso calibro. Pistola che l’autotrasportatore prende e, dopo un inseguimento sulle scale della palazzina, al piano terra, punta contro il 18enne. Un colpo raggiunge il collo del ragazzo che fin da subito è gravissimo.

Trasportato a Niguarda finisce immediatamente in sala operatoria. Ora non è più in pericolo, è salvo. Il patrigno, invece è stato arrestato dai Carabinieri della compagnia di Rho, con le accuse di tentato omicidio, porto e detenzione di arma illegale e ricettazione. Interrogato dal pm di turno Paolo Storari ha ammesso di aver perso le staffe e di essersi reso conto di aver sbagliato.

Il pm , che si è recato sul posto per ascoltare, assieme agli uomini dell’Arma, oltre che il 45enne, la compagna, i giovani amici della vittima e una serie di altri testimoni, ha accertato che a carico dell’autotrasportatore non ci sono precedenti per maltrattamenti in famiglia.

Domani inoltrerà al gip la richiesta di convalida dell’arresto. Il camionista, che ha riconosciuto l’errore commesso, ha spiegato che da quando sono arrivati i due ragazzi, il clima a casa è diventato sempre più pesante e che non sono rare le volte in cui è stato aggredito e insultato dai due fratelli.

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Mafia, 4 arresti per concorso esterno in associazione mafiosa

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Tre persone in carcere e una ai domiciliari nell’operazione della Guardia di finanza di Palermo che ha portato al sequestro di 350mila euro e nove società tra immobiliari e ristorazione soprattutto in Brasile ma anche in Italia, Svizzera e Hong Kong.

L’ordinanza cautelare è stata emessa dal gip di Palermo, su richiesta della Dda.
Gli indagati sono indiziati, a vario titolo, di concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, riciclaggio e autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, reati aggravati dalla finalità di aver agevolato importanti famiglie mafiose.
L’operazione si inserisce nell’ambito dell’indagine che lo scorso 13 agosto ha portato all’arresto, in Brasile, dell’imprenditore Giuseppe Bruno e al sequestro, sempre in Sud America, di disponibilità finanziarie e beni per 50 milioni di euro.
Entrambe le misure erano state disposte dal 2° Tribunale Federale del Rio Grande Do Norte (Brasile) all’esito di un’inchiesta sviluppata a partire da riscontri investigativi acquisiti dalla Dda di Palermo e condivisi con le autorità brasiliane nel quadro di una squadra investigativa comune istituita con il coinvolgimento della Dda e antiterrorismo e di Eurojust.
Il gip ha ravvisato la sussistenza di esigenze cautelari per Giuseppe Calvaruso, 47 anni; Giuseppe Bruno, 51 anni; Giovanni Caruso, 53 anni: Rosa Anna Simoncini, 73 anni, madre dell’imprenditore Bruno.

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Foiano della Chiana, donna 72enne trovata morta in un campo

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Per il ritrovamento del corpo di una donna scomparsa da ieri nell’Aretino, non viene esclusa l’ipotesi di un omicidio.

L’hanno trovata morta in un campo di Foiano della Chiana (Arezzo) con una vistosa ferita alla testa. La vittima si chiamava Letizia Girolami, aveva 72 anni, era una psicoterapeuta, abitava in un casolare tra Foiano e la frazione di Pozzo. La donna, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, è stata ritrovata morta la notte scorsa dopo che il marito ne aveva denunciato la scomparsa. Il corpo si trovava in un campo di proprietà della famiglia. Sul posto sono arrivati i carabinieri con il pm Julia Maggiore: hanno ascoltato il marito, un artista di origine canadese che ieri aveva contattato la figlia, residente all’estero, preoccupato per la scomparsa della moglie.
E’ stata poi la figlia a chiamare il 112Nue e a far scattare le ricerche, che hanno poi dato il tragico esito. Le ipotesi sono tutte aperte, dalla caduta accidentale all’omicidio.
Quest’ultima pista col passare delle ore sta diventando sempre più considerata dal momento che la profonda ferita alla testa sembra compatibile con un oggetto contundente con cui la vittima potrebbe esser stata colpita. Gli accertamenti scientifici dovranno dare indicazioni più certe. Le indagini sono in pieno corso. Letizia Giordani viveva con il marito nel casolare di campagna.

Marco Gaudini

occhio.com

Lavagna, bimba dimessa dall’ospedale muore il giorno dopo

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Il primo malessere di sera con la corsa dei genitori in ospedale per cercare aiuto al pronto soccorso.

Poi le dimissioni e il ritorno a casa. Ed è qui, nell’abitazione di famiglia in un paese dell’entroterra di Genova, che è morta una piccola di appena un anno dopo essere stata colpita da una crisi intestinale fatale.

La bimba è stata trovata già senza vita dai soccorritori tra le braccia del papà disperato. Tutto è iniziato ieri sera quando la bambina è stata portata dai genitori al pronto soccorso dell’ospedale di Lavagna nel levante genovese perchè accusava dei forti dolori addominali. I medici hanno visitato la piccola e fatto gli accertamenti.

Dopo l’esito delle prime analisi la bimba è stata dimessa. Così mamma e papà se la sono riportata a casa. Ma nella notte la bambina si è sentita di nuovo male: sempre gli stessi dolori addominali, forti da farla piangere, e così i familiari preoccupati hanno chiamato di nuovo i soccorsi. Sul posto sono intervenuti la Croce rossa, i medici inviati del 118 e l’elisoccorso dei vigili del fuoco. Ogni intervento di rianimare la piccola però è stato vano. Secondo quanto riferito dal personale medico-sanitario la bambina non avrebbe superato una crisi intestinale acuta e la morte sarebbe sopraggiunta per arresto cardiaco. I soccorritori l’hanno trovata in braccio al padre ed è stata inutile la partenza dell’elicottero.

Straziati dal dolore e senza capire cosa poteva essere successo i giovani genitori, il papà operaio edile e la mamma casalinga, abbracciati nella loro sofferenza dalla piccola comunità di persone del paese in cui vivono, si sono chiesti il motivo per cui la bimba non sia stata trasferita subito all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova visto che il pronto soccorso di Lavagna rientra direttamente nel protocollo ‘Gaslini diffuso’, promosso dalla Regione Liguria per valorizzare a livello regionale l’esperienza dello storico punto di riferimento sanitario specializzato nella cura dei piccoli pazienti . Domande per adesso senza risposta e alle quali tenterà di dare una risposta la procura di Genova ha aperto un fascicolo e disposto l’autopsia. Sul cadavere il medici legali non hanno trovato lesioni o altri elementi che possano far pensare ad altro che a un malessere mortale. Quindi le cause della morte della piccola restano ancora tutte da capire. Da accertare eventuali sottovalutazioni, errori, negligenze. E per questo nel fascicolo d’indagine è finita la cartella clinica redatta dai medici del pronto soccorso al momento della visita che è stata sequestrata. I magistrati genovesi hanno affidato le indagini di rito ai carabinieri della compagnia di Chiavari, competente per territorio. Nelle prossime ore verrà nominato il medico legale e sarà effettuata l’autopsia dopodiché la salma sarà restituita ai genitori per le esequie.

occhio.com

Tajani vede il Papa: “Abbiamo avuto una conversazione sui temi internazionali”

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“Èsempre un onore incontrare il Pontefice. Abbiamo avuto una lunga conversazione sui temi internazionali e sugli sforzi per la pace. Ho assicurato l’impegno del governo a sostegno delle popolazioni vittime delle guerre. Al G7 Pescara terremo una conferenza dei missionari nel mondo”. Lo ha scritto su X il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, allegando una foto che mostra la stretta di mano tra il ministro e il Papa.

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