Olbia, 33enne trovata con quasi un kg di cocaina in corpo

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Aveva ingerito 83 ovuli di eroina per un peso totale superiore a 900 grammi: una cittadina nigeriana di 33 anni residente a Castel Volturno (Caserta), è stata arrestata domenica mattina nel porto Isola Bianca dagli uomini delle Fiamme Gialle di Olbia durante i controlli dei passeggeri in provenienti da Civitavecchia.
    La donna, accusata di traffico di stupefacenti, al momento della sbarco della motonave partita dal Lazio, ha cercato di defilarsi dai controlli che la guardia di finanza stava eseguendo con l’aiuto dei cani Betty, Joy, Semia e Tassa.
    Fermata e interrogata, la 33enne ha fornito delle risposte incoerenti e così è stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia dove gli accertamenti medici hanno permesso di individuare immediatamente le decine di ovuli nel suo corpo.

Piantonata nella struttura sanitaria, dopo sei ore di osservazione, è stato possibile recuperare lo stupefacente.

L’arrestata è stata trasferita nella casa circondariale Bacchiddu di Sassari a disposizione dell’autorità giudiziaria.

occhio.com

Netanyahu lancia l’operazione “Muro di Ferro”

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Messi a tacere gli attacchi da Gaza e dal Libano, Israele punta a colpire “il nido di terroristi” che si nasconde in Cisgiordania, ben rifornito di armi e esplosivi provenienti dall’Iran.

Il primo ministro Benyamin Netanyahu ha annunciato la nuova operazione militare in Giudea e Samaria – nome biblico della Cisgiordania – chiamata Muro di Ferro, che sarà “vasta e significativa a Jenin. Agiamo in modo deciso contro l’asse iraniano ovunque esso estenda le sue mani: a Gaza, in Libano, in Siria, in Yemen, in Giudea e Samaria. E non finisce qui”, ha avvertito il premier. Un avvertimento che ha subito indotto i commentatori internazionali a chiedersi se Israele intenda attaccare nuovamente Teheran. 

Oltre ad allarmare i Paesi arabi della regione, che sanno di poter sempre cadere sotto la ritorsione della Repubblica islamica. A Davos il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan Al-Saud, ha dichiarato che “bisognerebbe evitare una guerra tra Israele e Iran”. Hamas da Gaza intanto ha fatto sentire la sua voce e, ribadendo l’appello alla mobilitazione generale in Cisgiordania, ha esortato i palestinesi a “intensificare i combattimenti contro Israele in risposta all’offensiva militare dell’Idf”. Nel frattempo l’operazione Muro di Ferro è partita con una serie di attacchi con droni contro le strutture utilizzate dai gruppi terroristici, hanno riferito fonti militari. I media palestinesi hanno descritto diversi attacchi aerei e, secondo le autorità sanitarie locali, almeno nove persone sono state uccise e 35 ferite. Ma non è stato chiarito se le vittime siano appartenenti alle fazioni di Hamas e Jihad islamica palestinese. Lunedì il capo di stato maggiore dell’Idf Herzi Halevi aveva affermato che l’esercito si stava preparando per “operazioni significative” in Cisgiordania, proprio durante il cessate il fuoco nella Striscia. I piani militari, hanno riferito funzionari israeliani, sono stati coordinati con l’Autorità nazionale palestinese, che teme particolarmente la presenza dei rivali di Hamas in Cisgiordania. Proprio sabato un terrorista 19enne proveniente da Tulkarem ha accoltellato un passante nel centro di Tel Aviv prima di essere ucciso da un civile armato. Intanto in Cisgiordania la tensione è altissima, su tutti i fronti. Nella notte tra lunedì e martedì decine di coloni israeliani hanno assaltato i villaggi palestinesi di Jinsafut e al Funduq, lanciando pietre, dando fuoco alle auto e cercando di entrare nelle abitazioni, come mostrano le immagini trasmesse dalla tv israeliana Kan. Due ventenni israeliani con il volto coperto sono stati gravemente feriti da un agente di polizia dopo averlo colpito con spray al peperoncino.

L’ufficiale è ora agli arresti domiciliari. Ma non ci sono notizie di altri arresti tra i coloni che hanno lanciato l’attacco. Le autorità israeliane vengono accusate da mesi di aver chiuso un occhio sulla violenza dilagante dei coloni. La responsabilità viene attribuita al ministro dimissionario Itamar Ben Gvir, sostenitore dei coloni e colono lui stesso. Venerdì il ministro della Difesa Israel Katz ha annunciato che sette israeliani in detenzione amministrativa con l’accusa di violenza sarebbero stati liberati. Donald Trump, appena reinsediato nello Studio Ovale, ha firmato l’ordine esecutivo per revocare le sanzioni ai coloni in Cisgiordania. Invertendo così la politica del suo predecessore. Nel frattempo Hamas ha confermato che quattro donne israeliane prese in ostaggio – delle sette ancora a Gaza – saranno liberate sabato, nell’ambito dell’accordo di cessate il fuoco.

La dichiarazione è arrivata dopo che un altro portavoce dell’ufficio prigionieri del gruppo terroristico aveva dichiarato lunedì che il prossimo rilascio degli ostaggi sarebbe avvenuto domenica. Le sette donne rimaste nella lista originaria di 33 da rilasciare nella prima fase sono due civili (Arbel Yehud, 29 anni, e Shiri Silberman Bibas, 34) e le cinque soldatesse ventenni Liri Albag, Karina Ariev, Agam Berger, Danielle Gilboa e Naama Levy. Anche i due piccoli Bibas, Ariel e Kfir, che ora avrebbero 5 e 2 anni se fossero vivi, sono nella lista. Per ciascuna delle soldatesse, Israele rilascerà 50 prigionieri palestinesi, 30 dei quali sono terroristi condannati all’ergastolo.

occhio.com

Cosenza, ritrovata la neonata rapita in una clinica

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Una neonata di appena un giorno di vita è stata rapita da una clinica nel centro di Cosenza e portata via da una donna ed un uomo che poco dopo sono stati bloccati dalla Squadra mobile.

La bambina sta bene. I suoi sequestratori sono stati fermati. Il sequestro è avvenuto intorno alle 18.30. 

La piccola era in una stanza della clinica insieme alla mamma, una casalinga di circa 27 anni, ed alla suocera di questa. Nella stanza, secondo la ricostruzione fatta dalla Polizia che ha indagato sul sequestro, è entrata una donna, bassa, con il volto parzialmente coperto da una mascherina ed i capelli raccolti in treccine che si è presentata come una puericultrice dicendo di dovere portare la bambina dal pediatra. Quindi ha preso la piccola e si è allontanata. La mamma e le nonne della piccola, non vedendola tornare, dopo un po’ si sono allarmate ed hanno chiesto informazioni. E’ così che è stato scoperto il rapimento.

Dalle immagini registrate da una telecamera interna della clinica si vede ciò che è successo nel corridoio della struttura. Si vede la donna avvicinarsi ad un ovetto da neonato, raggiunta subito dopo da un uomo con un cappellino in testa. I due cercano di mettere la neonata nell’ovetto ma non riuscendovi si allontanano, lei con la piccola in braccio e lui con l’ovetto in mano. Dopo che è scattato l’allarme sul posto sono immediatamente giunte le volanti della Questura e la Squadra mobile, oltre alla Polizia scientifica per i rilievi. La vicenda è apparsa subito strana e adesso dovrà essere chiarita dagli investigatori. soprattutto riguardo al movente. I genitori della neonata appartengono ad una famiglia normale. La madre è casalinga ed il padre, 29enne, è un dipendente della Conad ed hanno un figlio di 6 anni. Familiari ed amici dei genitori subito dopo il sequestro hanno postato sui social la foto della bambina con l’invito a mettersi in contatto in caso di avvistamento. Immediatamente l’allarme è stato girato a tutte le forze dell’ordine. Posti di blocco sono stati istituiti alle uscite della città, nella convinzione che la coppia si sia allontanata a bordo di un’auto. Una tensione durata fino a quando una pattuglia della Squadra mobile ha intercettato l’auto con i rapitori e la piccola a bordo, fermandola e mettendo in sicurezza la piccola e bloccando la coppia, segnando così la fine di quello che stava diventando un incubo.

occhio.com

Sassari, donna accoltellata dallo zio del marito

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La donna accoltellata nella tarda mattinata a Sassari, in un appartamento di via Cabu d’ispiga-San Francesco, nella parte alta del rione Monte Rosello, è una cinquantenne che è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico per salvarle la vita.

Il presunto aggressore è un 55enne, zio del marito della vittima. E’ stato arrestato poco dopo il tentato femminicidio dagli agenti della Squadra mobile della Questura di Sassari, guidati dal dirigente Michele Mecca.

Secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori della polizia e dalla pm Elena Succu, accorsa sul posto, la donna è stata colpita più volte con un coltello da cucina con una lama molto lunga. Le coltellate l’hanno raggiunta prima alla schiena, poi a un polmone e a un rene, perforandolo. Dopo la brutale aggressione, la donna si è rifugiata in una stanza e quando si è resa conto che lo zio se n’era andato via, ha chiesto aiuto a una vicina di casa.

Sul posto sono arrivati gli uomini della Mobile e un’ambulanza del 118, che ha trasportata la ferita al Pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata in codice rosso. Gli agenti si sono quindi messi alla ricerca del 55enne e lo hanno intercettato in zona dopo pochi minuti. Lo hanno arrestato e accompagnato in Questura. Nell’appartamento sono arrivati anche gli agenti della Scientifica per i rilievi del caso. 

occhio.com

Latera, tre arresti per maltrattamenti in una casa di riposo

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Maltrattati, vessati, malnutriti, legati ai letti o peggio ancora abusati.

E’ l’incubo vissuto da anziani ospiti di una casa di riposo a Latera, in provincia di Viterbo. Per questo tre operatori sociosanitari sono stati arrestati dai carabinieri e altrettanti sospesi dall’esercizio.

Tra loro ci sono due donne. L’indagine, iniziata nella primavera del 2024, è nata dalle confidenze di alcuni ex operatori della struttura che, rivolgendosi alla stazione dei carabinieri di Capodimonte, hanno riferito di una serie di abusi su anziani commessi da loro colleghi. Sono state così installate telecamere all’interno della struttura che per circa sette mesi hanno ripreso giorno e notte quello che accadeva, permettendo agli investigatori di ricostruire decine violenze. Così stamattina i carabinieri della compagnia di Montefiascone e del Nas di Viterbo hanno eseguito le sei ordinanze di applicazione di misure cautelari, emesse dal gip di Viterbo, nei confronti dei sei operatori della casa di riposo per anziani. Sono accusati di maltrattamenti ai danni di ospiti della struttura e, in un caso, di violenza sessuale su un’anziana.

Dalle indagini sarebbero emerse vessazioni psicologiche e a aggressioni fisiche. Una delle vittime sarebbe stata anche abusata sessualmente da un operatore. Spesso gli ospiti venivano anche lasciati senza cibo, gli sarebbero stati somministrati farmaci ansiolitici e rimanevano legati al letto per ore, utilizzando fascette o bende. “Sono emersi comportamenti contrassegnati dall’applicazione di contenzioni agli anziani, che attraverso bende o altri strumenti venivano legate ai letti – ha spiegato il pm Flavio Serracchiani durante un punto stampa in Procura -. In un caso, un’anziana è rimasta legata per più di 24 ore. Al vaglio ci sono anche episodi di somministrazioni di farmaci, rispetto ai quali bisogna verificare se ci fosse o meno a monte un piano terapeutico o una regolare prescrizione”. E sulla vicenda è intervenuto il consigliere regionale del Lazio e responsabile nazionale Welfare di Azione, Alessio D’Amato, definendola “inaccettabile”. “Anziché una casa di riposo emerge una vera e propria casa degli orrori – ha sottolineato – Si tratta di violenze inaudite a danno di persone fragili e inermi”. Per D’Amato, è “necessario rivedere l’intera normativa nazionale sul settore dell’ospitalità per gli anziani, che devono essere difesi e tutelati, e non abbandonati. Deve esserci sempre una supervisione costante e un controllo medico”.

occhio.com

Catania, crolla una palazzina per una fuga di gas

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I tecnici erano al lavoro per una fuga di gas quando un boato fortissimo ha scosso il rione San Giovanni Galermo a Catania ed è stato sentito anche in altre parti della città.

Una palazzina di tre piani è crollata e altre due sono state danneggiate.

 Al momento sono sei le persone che sono state ricoverate in ospedale, di cui una in codice rosso ma non si contano al momento vittime.

Immediatamente sono stati evacuati alcuni anziani dal centro dell’Opera diocesana di assistenza che si trova nella zona dove si è verificata l’esplosione. La strada dove si è verificata l’esplosione era già stata chiusa al traffico per permettere a due squadre dell’azienda del gas di operare per ricercare una perdita nella rete cittadina. Successivamente alla deflagrazione sono state però bloccate tutte le strade di accesso a via Galermo a scopo precauzionale e per agevolare l’arrivo dei mezzi di soccorso, ambulanze e pattuglie di carabinieri e polizia.

L’unità di crisi attivato dalla Prefettura di Catania sta organizzando, con il Comune, la Protezione civile e le associazioni di volontariato, l’evacuazione di almeno 150 persone dalla zona del rione San Giovanni Galermo dove c’è stata un’esplosione che ha causato diversi feriti. Il numero è al momento provvisorio, e potrebbe aumentare. Sarà il Comune a scegliere il sito dove ospitare le persone, sembra che si dovrebbe attivare il Palasport di piazza Spedini.

Kateryna Fruttaldo

occhio.com

Stupro a Palermo, 13enne con problemi violentata dopo la fuga

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Una lite con la mamma e l’imprevedibile trauma nella notte. Una bambina di 13 anni è stata stuprata tra sabato e domenica dopo la fuga dall’Ospedale “Giovanni Di Cristina” di Palermo, dove era ricoverata per una forma iniziale di dipendenza da alcol e sostanze stupefacenti.

Dopo aver litigato con la madre sabato pomeriggio, la 13enne si sarebbe allontanata per trascorrere la notte con la complicità di un’amica più grande. Rientrata alle 2 di notte nel reparto di neuropsichiatria, il giorno dopo avrebbe confessato in lacrime dello stupro. L’autore della violenza sarebbe un ragazzo più grande conosciuto durante la serata, a cui la giovane aveva concesso solo qualche bacio.

L’identità del ragazzo resta ancora un mistero, gli inquirenti stanno analizzando il cellulare della ragazza per provare ad individuare il colpevole.

occhio.com

Seregno, docente liceale colpita al volto da un alunno

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Una professoressa del Liceo di scienze umane “Parini” di Seregno, in provincia di Monza e Brianza, è stata colpita al volto da un pugno e uno schiaffo, inferti da un suo alunno al termine delle lezioni.

Nella classe non c’era più nessuno, tranne la vittima e il suo studente aggressore. La docente sarebbe stata ritrovata con il volto sanguinante e in lacrime dagli alunni di un’altra sezione. Non è chiaro cosa abbia spinto il giovane a compiere tale gesto, ma intanto la sua famiglia chiede scusa e fa sapere che il figlio è stato ritirato dalla frequenza scolastica.

L’aggressione è avvenuta qualche giorno fa, e lunedì mattina gli studenti della vittima hanno tappezzato i muri dei corridoi con pensieri rivolti alla professoressa: «Per noi è un privilegio averla come docente, non solo da un punto di vista didattico, ma anche umano. Le siamo vicini, ci manca e l’aspettiamo presto» recita uno dei messaggi.

occhio.com

Tragedia in Turchia: incendio in un hotel causa 66 morti

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Una vacanza sulla neve in Turchia si è trasformata in tragedia. Un incendio divampato durante la notte al Grand Kartal Hotel ha provocato la morte di 66 persone e il grave ferimento di altre 51. Al momento dell’incendio 237 persone alloggiavano nell’albergo.

Collegata ad una stazione sciistica turca, la struttura in legno alta 12 piani si trova nella provincia di Blou, nell’Anatolia centrale. L’incendio sarebbe divampato nella sala ristorante dell’albergo. Un bilancio tragico, reso ancor più triste dalla notizia che alcune persone sarebbero morte gettandosi dalle finestre, nel tentativo di sfuggire all’imponente rogo.

I vigili del fuoco hanno impiegato 10 ore per spegnere l’incendio e le forze dell’ordine hanno già arrestato quattro persone, tra cui il proprietario dell’albergo.

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Blitz a Catania, smantellata una piazza di spaccio

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L’operazione “Molosso” dei Carabinieri ha messo sotto scacco una piazza di spaccio a Catania, attiva nel rione San Cristoforo del capoluogo catanese. Gli arresti sono in totale 18, di cui cinque sono minorenni.

Un’indagine che ha avuto inizio nel giugno del 2023, coordinata dalla Procura Distrettuale e Minorile. Sono tante anche le immagini raccolte in questi anni, come quelle che hanno ripreso gli spacciatori contare gli incassi, vendere le bustine e svolgere le loro attività in presenza di bambini piccoli. Inoltre, è in corso l’esecuzione di un decreto di sequestro diretto o per equivalente di bene.

I reati contestati sono associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, acquisto e possesso di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

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