L’Aquila, 74enne aggredita da un pitbull: muore dopo otto mesi

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Una donna di 74 anni è morta in ospedale all’Aquila otto mesi dopo essere stata aggredita da un pitbull in un’abitazione nella frazione del capoluogo di Sant’Elia.
La notizia è riportata da alcune testate locali come ‘Il Centro’ e l’edizione abruzzese de ‘Il Messaggero’.

La signora, Margherita Villante, aveva subito già diversi interventi chirurgici e l’amputazione parziale di entrambe le braccia ed era ricoverata all’ospedale San Salvatore per un intervento legato all’applicazione di protesi.

Tuttavia, alcune complicazioni da accertare sono subentrate.
La donna era stata aggredita, mentre stava effettuando un trasloco insieme alla sorella in una villetta a schiera non lontana dal progetto Case di Sant’Elia. Il pitbull, uscito dalla porta di una casa vicina, ha prima attaccato le due sorelle e poi ferito la stessa proprietaria. È stata disposta l’autopsia per far luce sulle cause della morte.

Albina Celentano

occhio.com

Pompei, ascoltava e assolveva i fedeli ma non era un prete

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Impartiva il sacramento della penitenza ad un folto gruppo di fedeli in fila.

Era in uno dei confessionali, ascoltava le storie dei devoti e assegnava ad ognuno pure un numero di preghiere sufficiente ad alleviarli dal peso dei loro peccati. Non era un prete, però, ma un operatore socio sanitario. La singolare vicenda si è verificata al Santuario di Pompei e per l’uomo è scattata una denuncia.
Ieri mattina la scoperta da parte dei carabinieri del posto fisso del Santuario. L’uomo, prossimo ai 45 anni, era in uno dei confessionali, nel pieno della sua attività. Non è bastata la vocazione alla religione, né la stola sacerdotale. Il 44enne è stato allontanato dal Santuario e denunciato per sostituzione di persona e turbamento di funzioni religiose.

occhio.com

Catania, 34 arresti per pedopornografia

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Oltre 100 perquisizioni e 34 arresti eseguiti in 56 città.

E’ il bilancio di operazione nazionale contro lo sfruttamento sessuale dei minori online condotta dalla Polizia di Stato e coordinata dalla procura di Catania Secondo la Polizia postale – che ha impegnato 500 operatori- si tratta di una tra le più vaste azioni compiute ad oggi in Italia.
I dettagli della operazione saranno illustrati alle ore 10.30 in una conferenza stampa in procura.

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Roma, 57enne travolto e ucciso da un’auto pirata

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Un uomo è morto travolto da un’auto che si è data alla fuga ieri sera a Roma.

E’ accaduto intorno alle 21 in via Monte Cervialto in zona Monte Sacro.

Sul posto pattuglie del II Gruppo Parioli della polizia locale. La vittima è un uomo di 57 anni.
Sono in corso indagini per ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto e per risalire al mezzo investitore.

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Milano, arrestato cittadino turco implicato in attentati in Europa

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La Polizia di Stato di Milano, delegata dalla Procura di Milano – Sezione Distrettuale Antiterrorismo – ha eseguito un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di un turco di 38 anni, dimorante in Italia, indagato per associazione per delinquere aggravata anche dalla transnazionalità, finalizzata alla commissione detenzione e porto abusivo di armi, traffico internazionale di armi, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, omicidi, stragi e altro.

L’uomo è ritenuto legato a un gruppo che ha commesso reati terroristici in Europa, in particolare a Berlino, con l’omicidio di un turco il 10 marzo scorso, e pianificato, in Turchia, un attentato, sventato, a una fabbrica di alluminio, tra il 19 e 20 marzo scorso. 

ll provvedimento cautelare scaturisce dalle indagini degli investigatori della Sisco di Milano, della Squadra Mobile di Como e dal Servizio Centrale Operativo di Roma su un’associazione transnazionale composta prevalentemente da turchi accusati anche di banda armata con finalità di terrorismo, che faceva capo a un turco arrestato lo scorso 22 maggio insieme ad altre 20 persone nel corso di una vasta operazione di polizia che oltre all’Italia ha visto coinvolte la Svizzera, la Bosnia e l’Olanda.

   Le indagini coordinate dalla Procura di Milano avevano documentato come il capo dell’organizzazione, dai domiciliari dove si trovava per detenzione e porto di arma comune da sparo, continuava a dirigere e coordinare dall’Italia il gruppo criminale gestendo un traffico di sostanza stupefacente e di armi e il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina attraverso la rotta balcanica.

  Il capo avrebbe ordinato la commissione di reati anche terroristici in Europa, in particolare a Berlino, con l’omicidio di un turco il 10 marzo scorso, e pianificato, in Turchia, un attentato a una fabbrica di alluminio, tra il 19 e 20 marzo scorso, attraverso l’utilizzo di armi con un’elevata potenza di fuoco.

Questo attentato alla fabbrica era fallito solo grazie allo scambio informativo tra la Polizia di Stato tramite l’Interpol e la polizia turca del Kom.

Sempre il capo, pur posto successivamente al regime del 41 bis, tramite l’arrestato, legato da un rapporto di parentela e richiedente asilo, continuava a impartire ordini agli altri con pizzini consegnati durante i colloqui in carcere.

Nel corso delle indagini è emerso come l’uomo arrestato dalla Polizia di Milano faceva parte di un gruppo arrivato in Italia verso la metà di maggio dello scorso anno, per proteggere il ‘boss’ da eventuali attentati di gruppi rivali e far fronte alle sue necessità economiche, organizzative e logistiche.

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Catanzaro, 22 arresti per ‘Ndrangheta

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Éin corso un’operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro per l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del capoluogo calabrese, su richiesta della Dda, a carico di 22 persone accusate di essere legate alla ‘ndrangheta.

Gli arresti sono in esecuzione a Catanzaro e nelle province di Monza Brianza e Arezzo.
In particolare, alle persone coinvolte nell’operazione, vengono contestate l’associazione per delinquere di tipo mafioso e l’associazione per delinquere semplice, oltre ad una serie di reati contro la persona ed il patrimonio, alcuni dei quali aggravati dalle modalità mafiose.
Per 12 degli indagati il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere e per gli altri dieci gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

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Romania, fermato il filorusso Georgescu

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Il fattore Georgescu, con le ombre russe sul voto presidenziale dello scorso novembre, torna a scuotere la Romania promettendo un probabile nuovo terremoto politico e rinnovate proteste di piazza nel Paese balcanico.

Calin Georgescu, l’esponente dell’estrema destra filorussa e xenofoba vincitore a sorpresa del primo turno delle presidenziali di fine anno, con il forte sospetto di ingerenze di Mosca, è stato fermato dalla polizia e subito interrogato dai giudici a Bucarest che lo hanno iscritto nel registro degli indagati.

Ma subito in sua difesa è sceso in campo Elon Musk: “Hanno arrestato una persona che ha ottenuto il maggior numero di voti alle elezioni presidenziali romene. Tutto ciò è sbagliato”, ha tuonato su X.

Mentre la delegazione della Lega all’Eurocamera ha definito il fermo “estremamente preoccupante”. Le accuse, secondo quanto si legge nel comunicato ufficiale dell’alta Corte di Cassazione, sono numerose e pesanti: dall’istigazione ad agire contro l’ordine costituzionale alle false dichiarazioni riguardanti il finanziamento della sua campagna elettorale e la dichiarazione dei redditi, dalla costituzione di un’organizzazione a carattere fascista razzista e xenofobo alla promozione pubblica del culto di personalità coinvolte in genocidi e crimini di guerra. Sul suo capo pendono pesanti sospetti per la promozione in pubblico di idee, concetti, dottrine fasciste, legionarie, razziste o xenofobe, e per iniziazione o costituzione di un’organizzazione a carattere anti-semita. Insomma, un lungo elenco di reati che, in caso di condanna, prevedono pene dai 15 ai 25 anni di reclusione.

Georgescu è stato fermato nel traffico mentre si recava in auto a presentare ufficialmente la sua candidatura per le nuove elezioni presidenziali in programma il 4 maggio prossimo. Contemporaneamente la polizia ha effettuato decine di perquisizioni al suo domicilio e in locali e sedi del suo staff, rinvenendo un vero e proprio arsenale di armi e munizioni di vario tipo, nonché ingenti somme di denaro per un ammontare complessivo di oltre un milione di euro.

Il nome di Georgescu era salito improvvisamente alla ribalta il 24 novembre dello scorso anno quando, da semi sconosciuto, conquistò clamorosamente il più alto numero di preferenze al primo turno delle elezioni presidenziali nel Paese balcanico. Seguirono giorni di grande tensione, culminati con l’annullamento del voto da parte della Corte costituzionale, a sole 48 ore dal ballottaggio, per irregolarità nel finanziamento della campagna elettorale e per pesanti interferenze russe nei meccanismi elettorali volti a favorire, per il tramite della piattaforma TikTok, il candidato anti europeista e filorusso.

Una decisione interpretata dai suoi sostenitori come un colpo di stato che scatenò le proteste dell’estrema destra, scesi in strada ripetutamente per sostenere il loro candidato. Ora una nuova puntata di questo film che potrebbe durare ancora a lungo, con altri colpi di scena e conseguenze imprevedibili. E l’ennesima prova del sostegno di Musk, espressione diretta dell’amministrazione Trump, a movimenti di estrema destra in forte ascesa in Europa.

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Molise, il presidente Roberti indagato per corruzione

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a notizia in Molise circolava da giorni, ma fino a martedì non aveva trovato conferme ufficiali perché i nomi del presidente della Regione Francesco Roberti e quello di sua moglie Elvira Gasbarro erano stati coperti da omissis nell’avviso di conclusione indagini della Direzione distrettuale antimafia di Campobasso: il governatore molisano di Forza Italia, che guida la Regione da un anno e mezzo, è accusato di corruzione nell’ambito dell’inchiesta che coinvolge complessivamente 45 persone e 2 società.

L’indagine nel suo complesso riguarda i rapporti tra la malavita pugliese e quella molisana e dentro ci sono anche episodi di estorsione, droga e traffico di rifiuti, ma il filone delle indagini che riguarda Roberti è limitato ad alcuni episodi di presunta corruzione in un periodo che va dal 2020 al 2023, quando Roberti non era presidente della Regione ma sindaco di Termoli e presidente della Provincia.

Nel mirino della Procura sono finiti i rapporti tra lo stesso politico azzurro e la società ‘Energia Pulita’.

Nell’avviso di conclusione indagini viene anche contestato il fatto che lo stesso Roberti era “co-progettista di fatto di alcune pratiche presentate da Energia Pulita allo sportello per le attività produttive del comune di Termoli da lui stesso amministrato”. Roberti, sempre secondo quanto si legge negli atti dell’inchiesta, “riceveva e accettava da rappresentanti di Energia Pulita denaro e altre utilità per sé e per la moglie consistite tra l’altro in periodi di assunzione della donna prima in uno studio di consulenze e poi in alcune società e tra queste la stessa Energia Pulita”. A Roberti vengono infine contestati incarichi professionali a lui assegnati dalla medesima società. Roberti – è la tesi della Procura – avrebbe dunque preso in carico, nella sua veste di pubblico funzionario, l’interesse privato della società Energia Pulita.

Il governatore, assistito dagli avvocati Michele Marone e Mariano Principe, ha già chiesto di essere ascoltato dagli inquirenti e ha espresso “piena fiducia nel lavoro della magistratura”. Quanto alla Gasbarro, la moglie del presidente per gli investigatori avrebbe auto un ruolo di “intermediario tra corrotto e corruttore sfruttando…il concomitante rapporto di coniuge di Roberti e quello di impiegata alle dipendenze, dapprima di fatto e in un secondo tempo con formale contratto, della società Energia Pulita”. “Mi preme precisare – ha sottolineato ancora il governatore – come da parte mia ci siano stati sempre comportamenti corretti e rispettosi della legge.

Sono pronto a fornire alla magistratura tutte le necessarie informazioni utili a fare luce su ogni aspetto” e “fornirò ogni dettaglio utile per far sì che questa situazione possa risolversi rapidamente a conferma della correttezza del mio operato”. Parole che non convincono l’opposizione in Regione, con Pd, M5s e Costruire Democrazia che hanno chiesto compatte al presidente di riferire in Consiglio sul suo coinvolgimento nell’inchiesta.

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Trump: “Imporremo dazi al 25%”

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La scure di Donald Trump si abbatte sull’Europa.

“Abbiamo deciso: imporremo dazi al 25% sulle auto e altre cose”, ha annunciato il presidente americano durante il primo consiglio dei ministri della sua nuova amministrazione in cui è andato in scena lo show di Elon Musk incentrato sui tagli alla spesa pubblica.

I dettagli della stangata all’Europa non sono ancora chiari. “Saranno annunciati a breve”, ha precisato Trump, avvertendo anche Canada e Messico che sui dazi “non intende fermarsi”. Per i due Paesi vicini degli Stati Uniti scatteranno il 2 aprile.

L’Ue, ha spiegato The Donald, “è un caso diverso. Siamo onesti: è stata formata per fregarci e hanno fatto un buon lavoro in questo, ma ora ci sono io alla presidenza”. Pur ribadendo il suo “amore” per i Paesi europei, Trump ha denunciato un deficit commerciale eccessivo pari a 300 miliardi di dollari e osservato come una loro ritorsione potrebbe non avere successo. “Possono provarci ma noi – ha minacciato – possiamo non comprare più e se accade questo vinciamo”.

L’affondo di Trump contro l’Ue è arrivato durante la prima riunione del presidente con i suoi ministri, apertasi con un preghiera. Il tycoon ha quindi preso la parola ed elencato tutti i risultati raggiunti durante il primo mese di presidenza, inclusi quelli sui migranti illegali, per i quali oltre alle deportazioni è ora prevista, “per motivi di sicurezza”, l’iscrizione a un registro nazionale accompagnata dalle impronte digitali. Il primo e l’unico a prendere la parola oltre a Trump è stato Musk, volto del Dipartimento per l’efficienza del governo di cui però non è ufficialmente alla guida. La leader, ha chiarito la Casa Bianca, è ufficialmente Amy Gleason, mentre Musk è solo “un dipendente speciale” dell’amministrazione. Il miliardario, non eletto e non confermato dal Senato, ha comunque partecipato alla riunione di governo in virtù del ruolo al Doge, e ovviamente non solo di quello. Il presidente lo ha difeso a spada tratta dalle critiche, pur riconoscendo che alcuni ministri “sono un po’ in disaccordo” con il suo primo alleato. Musk ha esordito illustrando l’operato e la missione del Doge nel tentativo di allentare le polemiche scatenate dalla sua mail ai 2,3 milioni di dipendenti pubblici per chiedere spiegazioni sul loro lavoro.

“L’obiettivo è affrontare il deficit. Se non lo facciamo, gli Stati Uniti andranno in bancarotta”, ha avvertito senza giri di parole il first buddy, sottolineando che l’obiettivo è risparmiare quattro miliardi di dollari al giorno. Una cifra da centrare con i tagli, anche del personale. Si inserisce in questa cura dimagrante shock la richiesta inviata dalla Casa Bianca alle agenzie governative di prepararsi a significative riduzioni dei dipendenti con piani di riorganizzazione da presentare entro il 13 marzo. I tagli – è specificato nella comunicazione inviata – scatteranno in estate e consentiranno, secondo le stime che circolano nel governo, importanti risparmi. Per sanare i conti pubblici Trump ha deciso anche il lancio dei visti d’oro: costeranno cinque milioni di dollari ognuno e porteranno “nel nostro Paese i ricchi, che investiranno e pagheranno le tasse qui”. Le gold card – “delle green card plus che aprono la strada alla cittadinanza” – saranno disponibili in due settimane e, secondo il presidente, saranno acquistate anche dalle aziende americane che vogliono assumere lavoratori stranieri. “Penso che ne venderemo molte”, si è detto fiducioso Trump. Il ricavato delle vendite contribuirà a ripianare il debito pubblico, destinato ulteriormente a schizzare nel caso in cui il Congresso approvasse il maxi-taglio delle tasse caro al presidente.

La Camera è riuscita in extremis, e con soli due voti di scarto, ad approvare il budget che prevede riduzioni delle imposte per 4.500 miliardi e della spesa per 2.000 miliardi in dieci anni, gettando così le basi per l’adozione dell’agenda Trump. Ora il testo della Camera dovrà essere riconciliato con quello del Senato e dovranno essere definiti i programmi da tagliare. Nel mirino dei repubblicani ci sono quelli di assistenza sanitaria e di welfare. Trump ha assicurato che il Medicare e il Social Security non saranno toccati, augurandosi allo stesso tempo che il Congresso renda permanente la sforbiciata alle tasse. Un’operazione che, se riuscisse, consentirebbe a Trump di entrare nella storia come il presidente più amico dei contribuenti americani.

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Trapani, tre arresti per ricatti sessuali e cripto valute

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I carabinieri del comando provinciale di Trapani e della sezione criptovalute del comando antifalsificazione monetaria di Roma, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari emessa dal gip di Trapani su richiesta della procura nei confronti di tre soggetti accusati, a vario titolo, di estorsione, truffa, diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti, riciclaggio e impiego di denaro di provenienza illecita.

Gli indagati avrebbero commesso almeno 50 estorsioni e 60 truffe.

Con il metodo del love scam, cioè con raggiri attraverso fittizie relazione sui social network, si facevano inviare del materiale multimediale dal contenuto sessualmente esplicito e poi ricattavano le vittime di diffondere foto e video. Grazie a questi ricatti avrebbero accumulato grossi capitali che sarebbero stati ripuliti acquistando bitcoin o altre cripto valute. Nel corso delle perquisizioni dei carabinieri sono è stato sequestrato materiale informatico anche inerente a inedite piattaforme di investimento in criptovalute.

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