Ormea, raggiunto dai soccorritori lo speleologo bloccato in una grotta

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E’ stato raggiunto dai soccorritori lo speleologo che ieri è rimasto bloccato in una grotta chiamata ‘Abisso Paperino’ a Colla Termini, località nel territorio di Ormea (Cuneo). L’uomo, colpito da una scarica di sassi, ha riportato un trauma cranico.

Sul punto dell’incidente, a circa -40 mt di profondità, è stata allestita una tenda riscaldata dove è stato ricoverato.
Una cinquantina i tecnici del Corpo nazionale del soccorso alpino che nel corso della notte si sono alternati nelle operazioni. Gran parte del lavoro è consistita nel disostruire con esplosioni controllate tre stretti passaggi per consentire il trasporto dell’infortunato.
Le condizioni dello speleologo sono definite “stabili”. Il punto dell’incidente è stato raggiunto anche da un cavo telefonico che consente le comunicazioni con il campo base all’esterno. La cinquantina di operatori del Corpo nazionale del Soccorso alpino impegnati sono giunti da Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino, Alto Adige, Friuli e Umbria. A procedere con le detonazioni controllate sono stati dei tecnici appositamente formati.

Marco Gaudini

occhio.com

Pollena Trocchia, medico del 118 ha un malore e muore in ospedale

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Giovanni Di Tuoro, medico della postazione Saut (Servizio di assistenza urgenza territoriale) 118 di Pollena Trocchia,ha accusato un malore mentre era in servizio.

Trasportato d’urgenza all’Ospedale del Mare di Napoli, è deceduto mentre i sanitari del presidio stavano per sottoporlo a un intervento chirurgico. nde noto Nessuno tocchi Ippocrate, pagina Fb dedicata agli operatori sanitari.
“La notizia – si sottolinea – si è rapidamente diffusa tra gli operatori dell’emergenza territoriale, lasciando sgomento e dolore in tutta la comunità medica. Giovanni Di Tuoro era considerato un medico preparato, umano e profondamente dedito al suo lavoro”.
La direzione strategica Asl Napoli 3 Sud con il direttore generale Giuseppe Russo, in una nota, “si stringe alla famiglia del dottor Giovanni Di Tuoro scomparso mentre prestava la propria opera come operatore del servizio 118”. Il direttore Russo ricorda “la straordinaria professionalità e l’amore per il proprio lavoro che hanno caratterizzato il percorso lavorativo del dottor Di Tuoro”. Coglie anche l’occasione per sottolineare “lo spirito di servizio che anima il lavoro di di tutti gli operatori 118 dell’Asl Napoli 3 Sud”.

Pasquale D’Ascoli
   

occhio.com

Virus West Nile, un decesso nel Lazio

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Una donna di 82 anni residente a Nerola (Roma) è deceduta all’ospedale San Giovanni di Dio di Fondi (Latina) per virus West Nile.

La donna era stata ricoverata il 14 luglio scorso per febbre e stato confusionale.
Al momento nel Lazio ci sono altri sei casi confermati di infezione da virus West Nile, tutti circoscritti nella provincia di Latina. Due sono in condizioni critiche per la presenza di patologie concomitanti e sono entrambi ricoverati all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Gli altri quattro sono invece in miglioramento clinico.

Fabiana Pugliese

occhio.com

Chiesa bombardata a Gaza, il dolore del Papa

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Agli occhi del mondo, Israele ha superato un’altra linea rossa.

La chiesa della Sacra Famiglia, l’unica cattolica nella Striscia di Gaza diventata rifugio per sfollati in fuga dalla guerra, è stata colpita da un colpo di artiglieria dell’Idf poco dopo la messa mattutina: tre persone sono morte, altre nove sono rimaste ferite, di cui una versa in condizioni critiche e due in condizioni gravi. Ferito lievemente a una gamba anche il parroco, il padre argentino Gabriel Romanelli, che papa Francesco dopo il 7 ottobre usava chiamare quasi tutti i giorni per avere notizie della piccola comunità cristiana nell’enclave palestinese e assicurare la sua vicinanza.

Subito informato dell’accaduto, anche papa Leone XIV ha voluto far sentire la sua voce e il proprio dolore, rinnovando “il suo appello per un immediato cessate il fuoco” ed esprimendo ancora “la profonda speranza di dialogo, riconciliazione e pace durevole”. Nell’immediato, secondo quanto risulta all’ANSA da fonti vicine al Patriarcato di Gerusalemme, l’esercito israeliano si sarebbe giustificato parlando di “un errore di tiro”. Di “errore” ha parlato anche il premier Benyamin Netanyahu in un telefonata con Donald Trump che lo ha chiamato per esprimere il proprio disappunto. L’Idf ha poi fatto sapere di voler approfondire “le circostanze dell’incidente”, mentre il ministero degli Esteri ha voluto sottolineare che “Israele non prende mai di mira chiese o siti religiosi e si rammarica di qualsiasi danno a un sito religioso o a civili non coinvolti”. Parole che non bastano tuttavia a frenare l’indignazione della comunità internazionale, nella quale cresce l’insofferenza per le troppe vittime civili causate dalla guerra di Netanyahu contro Hamas. “I raid israeliani su Gaza colpiscono anche la chiesa della Sacra Famiglia”, ha dichiarato Giorgia Meloni definendo “inaccettabili” gli attacchi che “da mesi” Israele compie contro la popolazione civile. “Nessuna azione militare può giustificare un tale atteggiamento”, ha commentato la premier.

Un atto grave contro un luogo di culto cristiano”, ha detto anche Antonio Tajani che ha poi parlato al telefono con il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar, chiedendogli “che venga fatta chiarezza sulla responsabilità del raid” sulla parrocchia. Anche Parigi chiede che si ponga fine “alla carneficina a Gaza”, giudicando “inammissibile” l’attacco alla chiesa, “posta sotto la protezione storica della Francia” in base a un accordo risalente agli inizi del secolo scorso. Le immagini della Sacra Famiglia mostrano la chiesa danneggiata e annerita nella parte più alta della facciata, vicino alla croce rimasta intatta.

Pasquale D’Ascoli

occhio.com

Torino, seuqestro da 600mila euro nei confronti di un uomo accusato di vari reati

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La guardia di finanza di Torino ha eseguito un sequestro preventivo da 600mila euro nei confronti di un uomo accusato di usura, estorsione e rapina, aggravati dal metodo mafioso.

Il provvedimento, emesso dal Gip su richiesta della Procura, Direzione distrettuale antimafia, arriva al termine di un’indagine condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, un uomo di origini calabresi residente a Torino avrebbe ricevuto dall’imprenditore vittima della vicenda un totale di 600mila euro in quindici anni a fronte di un prestito iniziale di 154mila euro, con un tasso di interesse usuraio di circa il 10% mensile, pari al 120% annuo e con la promessa di pagamento di ulteriori 620mila euro come piano di rientro della provvista prestata e degli interessi usurari residui.
Le minacce, documentate anche con pedinamenti, intercettazioni e osservazioni dirette, avrebbero incluso intimidazioni di morte rivolte anche ai familiari dell’imprenditore, minacce di incendiare la sua auto e la richiesta di vendere l’unico immobile di proprietà.

L’indagato è stato arrestato in flagranza mentre riceveva una busta contenente denaro.
Quando la vittima aveva cercato di sottrarsi ai pagamenti pattuiti, l’uomo aveva sostenuto che il denaro dato in prestito proveniva da importanti esponenti della ‘ndrangheta e che quindi non poteva permettersi di sgarrare, trattandosi di ‘gente di peso e pericolosa’, priva di scrupoli.
Il sequestro ha colpito conti correnti, buoni postali, un compendio immobiliare e quattro veicoli, considerati frutto dell’attività illecita.

Albina Celentano

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Calabria, nove arresti per traffico internazionale di cocaina

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Un giro d’affari di oltre 47 milioni di euro.
Con l’accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, nove persone sono state arrestate dalla Guardia di finanza, che ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip distrettuale di Catanzaro su richiesta della Dda.
Sono stati sequestrati, inoltre, beni per un valore complessivo di 600 mila euro.
Le indagini hanno fatto luce su un’organizzazione criminale capeggiata dalla cosca Gallace della ‘ndrangheta.
La Dda ha ricostruito numerose importazioni di cocaina dal Perù, dalla Colombia e dal Brasile. La droga viaggiava all’interno di container caricati su navi cargo destinate a porti del Nord Europa (Rotterdam, Amburgo e Anversa) e nazionali (Gioia Tauro, Livorno, Civitavecchia, Genova e Trieste).
Secondo gli investigatori, si sono rivelate fondamentali le chat criptate utilizzate dagli indagati per pianificare i loro affari. La decriptazione delle conversazioni ha consentito agli inquirenti di identificare buona parte delle persone coinvolti nel traffico internazionale di cocaina. Tra questi un ruolo centrale era rivestito da un broker calabrese, ritenuto “uno dei referenti più importanti della Calabria”, che risiede in Germania. In questo modo, dal maggio 2020 al marzo 2021, gli indagati sono stati in grado di importare una tonnellata di cocaina, parte della quale (oltre 400 chili) è stata intercettata dalla Guardia di finanza, che ha eseguito 17 sequestri. In un’occasione è stato intercettato un container, partito dal Perù e giunto nel porto di Trieste, all’interno del quale sono stati trovati cento chili di cocaina nascosti dentro il caffè.

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Milano, indagato anche il sindaco Sala nell’ambito delle inchieste sull’urbanistica

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Anche il sindaco di Milano, Beppe Sala, è indagato nell’ambito delle inchieste sull’urbanistica per le quali i pm hanno chiesto sei arresti: lo scrivono Corriere della Sera, La Repubblica e La Stampa. Le ipotesi di reato, riportano i quotidiani, sono di false dichiarazioni su qualità proprie o di altre persone relativamente alla nomina del presidente della Commissione per il paesaggio del Comune, Giuseppe Marinoni, e di induzione indebita a dare o a promettere utilità intorno al progetto del ‘Pirellino’ dell’architetto Stefano Boeri e dell’imprenditore Manfredi Catella, presidente del gruppo Coima. 

“Trovo allucinante che il sindaco apprenda da un giornale di essere indagato e non dalla Procura. Si tratta di un metodo inaccettabile”. Lo ha spiegato il sindaco di Milano al Corriere della Sera commentando l’indagine a suo carico nell’ambito delle inchieste sull’urbanistica. False dichiarazioni sull’identità o su qualità personali proprie o di altre persone e induzione indebita a dare o promettere utilità. Sono i due reati per cui sarebbe indagato il sindaco, scrive il quotidiano. “Il Pirellino? L’abbiamo venduto nel 2019 e siamo ancora fermi. Sono passati sei anni e i lavori non sono mai partiti – spiega -. Altro che induzione, è stata una continua discussione perché non abbiamo mai trovato un accordo su quello che potevano fare”. La seconda fattispecie riguarda la nomina di Marinoni. “La composizione della Commissione Paesaggio viene gestita da un’apposita struttura del Comune che seleziona i profili e decide i componenti – dice ancora il sindaco al quotidiano -. Il rapporto tra sindaco e commissione è praticamente nullo. Aggiungo che non ho mai avuto il numero di Marinoni”. 

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Campi Flegrei, scossa di magnitudo 4

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E’ di magnitudo 4.0 il terremoto avvertito distintamente a Napoli alle 9.14. Lo rende noto, interpellata dall’Ansa, Francesca Bianco, direttrice del dipartimento Vulcani dell’Ingv. L’epicentro nell’area di Bagnoli, in piena caldera flegrea, a una profondità di 2,5 chilometri.

Molta la paura tra i residenti a Napoli. “Porte e balconi hanno cominciato a sbattere e i lampadari a oscillare in modo sensibile”, una delle testimonianze raccolte in questi minuti. Molte le segnalazioni sui social. Diverse persone si sono riversate in strada. Dopo la scossa delle 9.14 ne sono seguite due di intensità più bassa, pari a 1,5. Il 30 giugno scorso la magnitudo fu del 4.6, il massimo della storia della crisi dei Campi Flegrei, alla pari con quella del 13 marzo precedente.

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Trieste, sequestrati 30 kg di oppio al porto

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I funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli e i militari del Comando provinciale della Guardia di finanza di Trieste hanno sequestrato al porto 30 chili di oppio in pasta, rinvenuto all’interno di involucri plastificati inseriti in mattoni refrattari e in oggetti in resina costruiti per contenere la sostanza. Il carico è stato trovato a bordo di un tir turco proveniente dal porto di Mersin con una spedizione di merce partita dall’Iraq.

In quattro scatoloni erano contenuti mattoni e oggetti in ceramica, che una volta assemblati avrebbero riprodotto un braciere decorativo.

I funzionari e i finanzieri, insospettiti dall’insolito trasporto, hanno proceduto all’ispezione dei mattoni, trovando al loro interno diversi panetti di oppio. Proseguendo nella ricerca, in ulteriori sei scatoloni sono stati trovati numerosi oggetti in resina realizzati ad arte che nascondevano la medesima sostanza stupefacente.
Sono in corso accertamenti, anche in altri Stati europei, per individuare le persone coinvolte a vario titolo nel trasporto illecito il quale, affidato a un’azienda di spedizioni internazionali irachena, era destinato, per le operazioni doganali, a una società di logistica nei Paesi Bassi prima di giungere a soggetti celati dietro nomi di fantasia verosimilmente residenti in Germania e Gran Bretagna.

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Siria, raid israeliano per “salvare i drusi”

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“Stiamo operando per salvare i nostri fratelli drusi”. Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu nella giornata in cui si registrano nuovi raid di Israele in Siria. Le forze armate israeliane affermano di aver “colpito un obiettivo militare nell’area del palazzo presidenziale del regime siriano a Damasco”. Colpito anche il quartier generale delle forze armate siriane nella capitale.

I drusi sono una comunità religiosa e culturale del Medio Oriente, presente soprattutto in Libano, Siria e Israele. Nati intorno all’XI secolo, da una branca dell’Islam sciita, hanno sviluppato una fede propria, molto riservata e identitaria. Occupano da sempre una posizione precaria nell’ordine politico siriano. Circa un milione di seguaci vive in Siria, dove i drusi rappresentano circa il 3% della popolazione, mentre altre comunità più piccole vivono in Libano, Israele e sulle alture del Golan occupate.

All’inizio di quest’anno, Netanyahu aveva avvertito che non avrebbe “tollerato alcuna minaccia alla comunità drusa nella Siria meridionale” da parte delle nuove forze di sicurezza del Paese, chiedendo la completa smilitarizzazione di gran parte del sud, affermando che Israele vede il gruppo islamista sunnita del presidente siriano Ahmed al-Sharaa come una minaccia. Sono circa 700.000 i drusi siriani, radicati in Suwayda e nelle periferie di Damasco e contano spesso su milizie locali

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