Dazi USA-UE ancora in Bilico tra Divergenze e Pressioni Politiche

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Una stretta di mano simbolica e un testo congiunto ancora incompleto: l’accordo di Turnberry tra Stati Uniti e Unione Europea sui dazi resta sospeso tra incertezze e tensioni politiche. Nonostante l’intesa sia stata annunciata domenica, il documento non è giuridicamente vincolante, come ha sottolineato la Commissione Europea. Da qui al primo agosto, ogni giorno potrebbe essere quello decisivo per trasformare l’accordo politico in un patto formale, ma le distanze tra Bruxelles e Washington restano marcate.

Le versioni dell’accordo diffuse da UE e USA mostrano divergenze su punti chiave come i farmaci, i microchip e i beni esenti dal nuovo tetto tariffario del 15%. L’amministrazione Trump mantiene un atteggiamento muscolare, mentre Ursula von der Leyen cerca di non oltrepassare i limiti delle concessioni già fatte, in particolare sulla digital tax e sul Digital Market Act, che l’UE vuole tenere fuori dal tavolo delle trattative.

Nel frattempo, la Commissione sta lavorando al quadro attuativo dell’accordo, ma la ratifica dipenderà dal voto a maggioranza qualificata dei 27 Stati membri. Diverse cancellerie chiedono chiarimenti, soprattutto sul possibile ritorno alle quote d’importazione di acciaio e alluminio del periodo 2012-2013.

Trump, durante l’incontro a Turnberry, aveva inizialmente proposto dazi del 30%. Il compromesso raggiunto al 15% viene visto da Bruxelles come un risultato accettabile in un contesto complicato. Tuttavia, l’UE non ha fretta di chiudere: evitare trappole normative e proteggere settori sensibili come agricoltura e industria resta la priorità. Con l’ombra di un possibile colpo di scena da parte di Trump, la buona riuscita dell’accordo rimane appesa a un filo.

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Il Regno Unito riconoscerà lo Stato palestinese a settembre

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Dopo settimane di pressioni interne e internazionali, il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato che il Regno Unito riconoscerà ufficialmente lo Stato palestinese a settembre, in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, salvo un cambiamento sostanziale da parte di Israele nella gestione del conflitto a Gaza.

Una decisione storica che farebbe della Gran Bretagna il secondo Paese del G7 e membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, dopo la Francia, a riconoscere la Palestina. Si tratterebbe inoltre del 149° Stato al mondo a farlo.

Starmer: “È il momento di agire per salvare la soluzione dei due Stati”

In una dichiarazione chiara, il premier ha spiegato:
“Ho sempre detto che il riconoscimento sarebbe arrivato quando avrebbe avuto il massimo impatto per la pace. Ora che la soluzione dei due Stati è in pericolo, è tempo di agire”.

L’annuncio è arrivato dopo una riunione d’emergenza del governo e nel pieno delle ferie estive, segno della crescente pressione che Starmer ha subito dal suo stesso partito e da un’ampia parte dell’opinione pubblica britannica, sempre più favorevole al riconoscimento della Palestina.

Israele furioso: “Starmer premia il terrorismo”

Durissima la reazione del premier israeliano Benyamin Netanyahu:
“Starmer premia il mostruoso terrorismo di Hamas e punisce le vittime. Uno Stato jihadista al confine con Israele oggi minaccerà la Gran Bretagna domani”, ha dichiarato.

Dal canto suo, Starmer ha chiesto pubblicamente ad Hamas di rilasciare gli ostaggi ancora in suo possesso e di disarmarsi completamente, affermando che non dovrà più avere “alcun ruolo chiave” nei futuri assetti palestinesi.

Asse Londra–Parigi–Berlino per la pace a Gaza

Il Regno Unito si unisce così alla Francia di Emmanuel Macron, che aveva già annunciato il riconoscimento e sperato in un’azione congiunta con Berlino e Londra. Il cancelliere tedesco Friederich Merz, pur restando cauto e favorevole a una “soluzione negoziata”, ha confermato la creazione di un fronte diplomatico trilaterale per spingere Israele verso il cessate il fuoco.

Giovedì prossimo i ministri degli Esteri di Francia, Regno Unito e Germania saranno in Israele per presentare una posizione comune:
– Fine delle operazioni militari nella Striscia,
– Apertura immediata agli aiuti umanitari,
– Ripresa del dialogo verso una soluzione politica stabile.

Pressione internazionale e aiuti umanitari

La mossa britannica si inserisce in un contesto sempre più critico: oltre 60.000 morti a Gaza, una crisi umanitaria senza precedenti, e una crescente pressione sulle potenze occidentali per agire.
Mentre due aerei tedeschi lanceranno aiuti nelle prossime ore, Parigi invierà 40 tonnellate di viveri, con Londra già attiva da giorni nella stessa operazione, coordinata con Israele.

L’Olanda contro l’estrema destra israeliana

Intanto, si irrigidiscono anche i rapporti tra Israele e altri Paesi europei: i Paesi Bassi hanno dichiarato ‘personae non gratae’ i ministri israeliani Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, accusandoli di incitare alla violenza e di sostenere la pulizia etnica a Gaza.

Una mossa che ha provocato la furiosa reazione dello stesso Smotrich:
“L’Olanda si è arresa alle menzogne dell’Islam radicale”, ha tuonato.

occhio.com

Giubileo: in 120.000 a San Pietro per accogliere Papa Leone XIV

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Oltre centoventimila giovani da tutto il mondo hanno invaso pacificamente Piazza San Pietro e l’intera zona del Vaticano per partecipare alla messa di benvenuto del Giubileo dei Giovani, primo evento di massa del grande appuntamento giubilare. L’affluenza, superiore a ogni previsione, ha visto migliaia di partecipanti rimanere anche lungo via della Conciliazione, impossibilitati a entrare in piazza ma comunque coinvolti nella celebrazione grazie ai maxi-schermi.

A sorpresa, Papa Leone XIV è apparso a bordo della papamobile, percorrendo un lungo tragitto tra la folla entusiasta e commossa, per poi rivolgere un saluto pieno di significato:
“Siete il sale della terra, siete la luce del mondo. Il mondo ha bisogno del vostro messaggio di speranza”.

Durante la celebrazione presieduta da monsignor Rino Fisichella, il Papa ha parlato in italiano, inglese e spagnolo, esortando i giovani a diventare testimoni di pace e riconciliazione:
“Vogliamo la pace nel mondo. Preghiamo per la pace. Il nostro grido deve essere per la pace”, ha detto tra gli applausi.

Segni forti sul tema della guerra e della pace

Il messaggio di pace si è fatto ancora più forte durante l’offertorio, quando due giovani palestinesi hanno mostrato sul palco la loro kefiah, simbolo culturale e politico, accolta da un applauso lunghissimo dei presenti. Le bandiere della Palestina hanno sventolato in tutta via della Conciliazione, sottolineando l’importanza del messaggio in un momento in cui le ferite dei conflitti internazionali, dall’Ucraina alla Striscia di Gaza, sono ancora aperte.

Oltre un milione attesi entro la settimana

Il successo del primo giorno conferma le previsioni: oltre un milione di giovani potrebbero arrivare a Roma entro la fine della settimana. Lo ha confermato anche il questore di Roma, Roberto Massucci, parlando di “una partecipazione eccezionale e ben gestita”.

Il Papa incontra gli influencer e i catecumeni francesi

La giornata si era aperta con l’incontro tra Papa Leone XIV e un gruppo selezionato di influencer under-30, seguiti da alcuni catecumeni francesi, giovani pronti a ricevere il battesimo. Il Pontefice ha parlato senza filtri, affrontando temi centrali per le nuove generazioni:
social media, fake news, sesso, droga, solitudine e bisogno di relazioni autentiche.

“Il mondo ha bisogno di ponti, non di muri. Ha bisogno di reti vere, non solo virtuali”, ha detto Leone XIV, mostrando grande empatia per le sfide dei giovani.

Una gioventù che canta, prega e sogna un mondo diverso

Tra canti, preghiere e bandiere colorate, la gioventù del Papa ha portato a Roma un’energia vitale, attraversando confini e fatiche per essere presente. Dall’Ucraina alla Palestina, passando per ogni angolo del mondo, i giovani hanno affrontato il viaggio per vivere una settimana di spiritualità, condivisione e impegno.

Un messaggio chiaro contro la cultura dell’indifferenza

Nel suo intervento conclusivo, il cardinale Prevost ha lanciato un appello potente:
“Rinunciate alla cultura della morte che oggi si manifesta nell’indifferenza, nella droga, nella sessualità senza amore, nella disumanizzazione e nell’ingiustizia”.

Con la promessa di rivedersi a Tor Vergata, si è chiusa una giornata storica che ha segnato l’inizio ufficiale del Giubileo dei Giovani 2025, sotto il segno della pace, della speranza e del coraggio di cambiare il mondo.

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Praia a Mare, coprifuoco monopattini per minori di 14 anni

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A Praia a Mare, in provincia di Cosenza, è entrato in vigore un coprifuoco per i minori di 14 anni, in vigore dalla mezzanotte e mezza alle 7 del mattino. L’ordinanza, firmata dal sindaco Antonino De Lorenzo, sarà valida fino alla fine di settembre e mira a contrastare l’uso improprio di monopattini e mezzi elettrici nelle ore notturne, ritenuti pericolosi per la sicurezza pubblica.

Il provvedimento stabilisce il divieto di circolazione per i minori non accompagnati da un adulto durante l’orario indicato. Le sanzioni previste sono di 100 euro per il minore e di 250 euro per gli adulti responsabili. “Durante la notte non solo sono vulnerabili agli incidenti stradali e a possibili aggressioni fisiche, ma sono anche più esposti alla commissione di vandalismo, al consumo di sostanze stupefacenti e alcoliche, a rischi connessi alla criminalità minorile e, più in generale, a comportamenti devianti che minano la sicurezza pubblica”, si legge nell’ordinanza.

Sul sito del Comune sono stati pubblicati dati relativi a controlli recenti: tra il 18 e il 20 luglio, la Polizia municipale ha sequestrato diversi mezzi elettrici guidati da ragazzini sotto i 14 anni. Sono esentati dal divieto i minori che partecipano ad attività autorizzate, purché accompagnati da un adulto o personale designato.

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Virus West Nile, aumentano i casi di infezione in Italia

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Si aggrava il bilancio dei contagi da virus West Nile in Italia: sono saliti a cinque i decessi registrati dall’inizio del 2025. Gli ultimi casi fatali si sono verificati nel Lazio e in Campania, dove è alta l’allerta sanitaria. Solo il 28 luglio, nella regione della capitale, sono stati segnalati 16 nuovi casi. La situazione preoccupa gli esperti, che temono un’ulteriore diffusione del virus con il persistere delle alte temperature estive.

“Il tasso di mortalità è comunque basso e pari a uno su 1000, con un rischio maggiore per i soggetti più fragili, con patologie o immunodepressi”, ha spiegato Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva all’Università di Milano. Il virus è spesso asintomatico, ma in una parte dei casi può provocare febbre, mal di testa, nausea, dolori muscolari e, nei soggetti più vulnerabili, sintomi neurologici gravi. L’Istituto Superiore di Sanità sottolinea l’importanza dei test diagnostici specifici (Elisa, Immunofluorescenza) e raccomanda ai Comuni di rafforzare le campagne di disinfestazione.

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Aeroflot, oltre 50 voli annullati per attacco hacker

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Un attacco hacker ha messo in ginocchio la compagnia aerea russa Aeroflot, il 28 luglio, provocando l’annullamento di oltre 50 voli, principalmente dallo scalo di Sheremetyevo a Mosca. Disagi si sono registrati anche su tratte internazionali verso Minsk e Yerevan, con almeno una decina di voli in ritardo. Secondo quanto riportato dai media russi, sarebbero stati compromessi circa 7.000 server, mettendo fuori uso gran parte dell’infrastruttura informatica della compagnia.

La procura generale russa ha aperto un’indagine per accesso abusivo ai sistemi informatici, confermando che Aeroflot è stata vittima di un attacco informatico. Il gruppo hacker ucraino Silent Crow, assieme a Cyberpartisans By (di origine bielorussa), ha rivendicato l’azione in una dichiarazione online, come riportato da Reuters e Moscow Times. Secondo il messaggio, l’attacco sarebbe collegato al conflitto in Ucraina e mirerebbe a pubblicare i dati personali dei passeggeri russi. Tuttavia, la compagnia aerea non ha confermato ufficialmente l’autenticità della rivendicazione.

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Sardegna, incendio doloso devasta Punta Molentis

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È emergenza incendi in Sardegna, dove un vasto rogo doloso ha colpito la zona di Punta Molentis, nel comune di Villasimius, causando gravi danni ambientali e materiali. Secondo una prima stima del Corpo Forestale, sono andati distrutti circa 100 ettari di vegetazione, decine di auto parcheggiate e parte dell’area costiera, fino a lambire la spiaggia. L’incendio, divampato tra il 27 e il 28 luglio, ha costretto all’evacuazione urgente oltre 200 bagnanti, messi in salvo via mare con l’intervento di elicotteri, Canadair, Guardia Costiera e Protezione Civile.

Nel frattempo, proseguono anche le indagini su altri roghi che hanno interessato l’isola. A San Giovanni Suergiu, due uomini di origine straniera sono stati arrestati con l’accusa di ricettazione. Gli inquirenti stanno cercando di capire se possano essere collegati anche agli incendi dolosi. Le telecamere di sorveglianza e le segnalazioni di auto sospette nelle aree colpite sono attualmente al vaglio degli investigatori. La stima definitiva dei danni è ancora in corso, mentre si cerca di ricostruire l’origine e le responsabilità dei roghi.

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Varcaturo, cane rapito: arrestato un 16enne per tentata estorsione

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Un ragazzo di 16 anni è stato arrestato dai Carabinieri di Varcaturo con l’accusa di tentata estorsione. Secondo le indagini, il giovane avrebbe chiesto 450 euro per la restituzione di Cindy, un cane di razza maltese, rapito dopo esser stato affidato temporaneamente a un’amica della proprietaria. Dopo la scomparsa dell’animale, la donna ha ricevuto una telefonata anonima con la richiesta di denaro in cambio del cucciolo.

A seguito della denuncia, i militari hanno predisposto un appostamento nel luogo fissato per lo scambio: il ragazzo è stato bloccato sul posto e tratto in arresto. Si tratta di un minore incensurato, ora affidato a un centro di prima accoglienza ai Colli Aminei, a Napoli. Denunciato anche il padre, ritenuto coinvolto nella vicenda. Fortunatamente, il cane era in buone condizioni ed è stato restituito alla legittima proprietaria.

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Ravenna, nove arresti per rapine e aggressioni

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Furti, rapine, spaccio e persino aggressioni con lo spray al peperoncino e il machete.

In mattinata la polizia di Ravenna ha dato esecuzione a nove misure di custodia cautelare in istituto penale minorile disposte con ordinanza del Gip del Tribunale per i Minorenni di Bologna.

I destinatari sono nove minori di origine tunisina non accompagnati, indagati per numerosi reati contro la persona e il patrimonio nonché per associazione per delinquere finalizzata a reati contro il patrimonio.
Le indagini della squadra Mobile ravennate erano scattate nell’autunno 2024 su un gruppo di minorenni stranieri che a fine della scorsa estate erano stati collocati in Cas del territorio ravennate. Ma già da subito si erano distinti con condotte tali da spingere nel giro di pochi mesi la Prefettura a chiudere una struttura di accoglienza dove si trovavano da ottobre 2024. A quel punto erano stati destinati ad altre strutture sul territorio nazionale: ma il ricollocamento non era avvenuto perché i minori si erano allontanati o prima della nuova sistemazione o appena arrivati alle nuove strutture per poi ricomparire sul territorio ravennate. L’indagine ha preso piede sulla scorta di diverse denunce.
Tra i ragazzi sottoposti al provvedimento cautelare, compare anche l’autore dell’aggressione con coltello la notte del 15 luglio in piazza Duomo in centro a Ravenna, ai danni di un coetaneo 17enne. Le misure sono state eseguite, oltre che a Ravenna, anche nelle province di Parma, L’Aquila, Pescara e Caserta, città in cui i minori erano stati di recente ricollocati.

Albina Celentano

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Ibiza, 36enne bresciana muore mentre aspetta il traghetto

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Si è arresa dopo cinque giorni di ospedale.

Stroncata da un malore mentre era in vacanza. È accaduto a Ibiza dove la 36enne bresciana Francesca Ariazzi, dipendente di banca, è deceduta in seguito ad un infarto accusato mentre stava aspettando il traghetto per Formentera. Secondo quanto ricostruito dal Giornale di Brescia la donna stava rientrando verso l’Italia dopo una vacanza con le amiche quando ha perso conoscenza e non si è più ripresa, anche perché i soccorsi non sono stati immediati: prima del loro intervento sono infatti passati 13 minuti interminabili. La famiglia sta ora organizzando il rientro. La 36enne sarà cremata domani ad Ibiza 

Il tempo impiegato da un’ambulanza per soccorrere Francesca Ariazzi è stato di “13 minuti” a partire dalla prima chiamata di emergenza: è quanto indica la versione ufficiale sull’accaduto dei servizi sanitari delle Baleari, consultati dall’ANSA.

Nello specifico, le fonti interpellate spiegano che il centralino per le emergenze dell’arcipelago aveva ricevuto sabato 19 luglio un avviso di una persona “soggetta a convulsioni” nel porto di Ibiza. A quel punto, è stata inviata una prima ambulanza dotata di supporto vitale di base per soccorrere la donna. A 12 minuti dalla partenza di questa prima ambulanza, e quindi un minuto prima del suo arrivo sul posto, il centralino per le emergenze ha ricevuto una seconda chiamata, che avvertiva del fatto che la turista bresciana “non respirava”.

In quel momento è stato attivato un protocollo specifico per casi di arresti cardiorespiratori, “che riduce i tempi di azione dando massima priorità” all’episodio segnalato. Questa seconda ambulanza, dotata di supporto vitale avanzato, è giunta nel punto in cui si trovava Ariazzi “quattro minuti” dopo l’ulteriore avviso, aggiungendosi alla prima ambulanza, che già si trovava sul posto. Ariazzi è stata poi trasportata d’urgenza in ospedale, dove è stata ricoverata fino al decesso.

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