Papa Leone XIV ricoverato al Gemelli, operazione al polmone: una settimana di stop, cosa sappiamo

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Papa Leone XIV ricoverato al Gemelli per operazione a un nodulo al polmone
Papa Leone XIV sarà sottoposto a un intervento al polmone al Policlinico Gemelli di Roma.
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Il nodulo è stato scoperto durante un controllo di routine. L’intervento potrebbe svolgersi già oggi pomeriggio, mentre le udienze sono sospese fino al 20 ottobre. Attesa per gli esami dopo l’asportazione

Una giornata delicata per Papa Leone XIV, atteso oggi, martedì 13 ottobre 2026, al Policlinico Gemelli di Roma per un intervento chirurgico al polmone. Il Pontefice dovrà sottoporsi all’asportazione di un nodulo individuato durante un controllo medico di routine.

La formazione, secondo quanto riferito dallo stesso Santo Padre, si trova in uno stadio iniziale ed è circoscritta. La sua natura dovrà essere chiarita attraverso gli esami sul tessuto prelevato durante l’operazione.

L’arrivo in ospedale è previsto nella tarda mattinata. L’intervento potrebbe essere eseguito già nel pomeriggio, mentre un eventuale rinvio a mercoledì 14 ottobre dipenderà dalla necessità di completare gli accertamenti preoperatori.

Intanto, il Vaticano ha cancellato gli impegni pubblici del Papa fino a martedì 20 ottobre, prevedendo circa una settimana di ricovero e recupero.

L’intervento al Gemelli e i medici che seguiranno il Papa

Secondo le informazioni diffuse alla vigilia del ricovero, l’operazione potrebbe iniziare nel pomeriggio di oggi, indicativamente intorno alle 16.

Qualora fossero necessari ulteriori controlli, la procedura potrebbe slittare alla mattinata successiva.

A occuparsi dell’intervento dovrebbe essere il professor Stefano Margaritora, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia Toracica del Policlinico Gemelli, specializzato anche nelle tecniche chirurgiche mininvasive.

È inoltre prevista la presenza del medico personale del Pontefice, Luigi Carbone.

La scelta delle modalità chirurgiche e i tempi effettivi dell’operazione dipenderanno dalle valutazioni dell’équipe medica.

Il nodulo scoperto durante un controllo: cosa si sa

La necessità dell’intervento è emersa dopo un check-up di routine, durante il quale i medici hanno individuato una formazione polmonare.

Papa Leone XIV ha spiegato pubblicamente che il nodulo è in fase iniziale e localizzato, elementi che hanno portato a programmare l’asportazione chirurgica.

Al momento, però, non è stata comunicata una diagnosi istologica definitiva.

La presenza di un nodulo polmonare non equivale automaticamente a una diagnosi di tumore maligno. Le formazioni di questo tipo possono avere origini differenti e richiedono accertamenti specifici.

Per questo sarà determinante l’esame istologico sul tessuto asportato, che consentirà ai medici di definirne la natura e di valutare gli eventuali passaggi successivi.

Udienze cancellate fino al 20 ottobre, incognita Angelus

La decisione di sospendere gli impegni pubblici tiene conto del periodo di osservazione e recupero previsto dopo l’intervento.

Tutte le udienze programmate fino a martedì 20 ottobre sono state annullate. Il ricovero dovrebbe durare circa una settimana, anche se la permanenza in ospedale dipenderà dal decorso postoperatorio.

Resta da definire la partecipazione del Pontefice all’Angelus di domenica 18 ottobre.

Secondo fonti vaticane, la situazione sarà valutata giorno per giorno, sulla base delle indicazioni dei medici.

Fino alla vigilia del ricovero, Leone XIV ha comunque mantenuto i propri impegni istituzionali. Lunedì 12 ottobre ha incontrato anche i benefattori del Circolo San Pietro, senza modificare il programma della giornata.

Le parole di Pizzaballa e Ravasi sulle condizioni del Pontefice

Dal Vaticano arrivano intanto dichiarazioni improntate alla fiducia.

Monsignor Jorge Eduardo Lozano, arcivescovo di San Juan, in Argentina, ha incontrato il Papa alla vigilia dell’intervento e lo ha descritto in buone condizioni generali.

«L’ho visto molto bene, di ottimo umore e direi che, se non fosse stato per l’annuncio che lui stesso aveva dato, non dà l’impressione di una persona malata», ha riferito il religioso.

Anche il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha raccontato di aver ricevuto rassicurazioni: «Dall’interno ci hanno tranquillizzato. La tempra è forte e i medici sono bravi. Sembra una cosa molto sotto controllo».

Parole rassicuranti sono arrivate anche dal cardinale Gianfranco Ravasi, secondo il quale, sulla base delle informazioni disponibili, l’intervento non dovrebbe rappresentare un impegno particolarmente grave.

Si tratta, tuttavia, di valutazioni e testimonianze personali, mentre il quadro clinico sarà definito dai medici.

Dopo l’operazione, attesa per l’esito della biopsia

L’obiettivo è consentire a Papa Leone XIV di riprendere progressivamente le attività, compatibilmente con i tempi di recupero.

Il primo passaggio sarà l’intervento chirurgico. Successivamente, i sanitari valuteranno il decorso postoperatorio e gli esiti degli esami sul nodulo asportato.

Soltanto allora sarà possibile avere indicazioni più precise sulla natura della formazione e sulle eventuali cure successive.

Nel frattempo, gli impegni pubblici resteranno sospesi fino al 20 ottobre. La ripresa dell’agenda pontificia dipenderà dalle condizioni cliniche e dalle indicazioni dell’équipe medica del Gemelli.

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