Luigi Esposito, le sorelle non si arrendono: «Speriamo che quel corpo non sia il suo». L’autopsia chiarirà come è stato ucciso

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Luigi Esposito Eboli
Luigi Esposito aveva 53 anni ed era conosciuto professionalmente come Luca Esposito.
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Il giornalista sportivo, conosciuto professionalmente come Luca Esposito, è stato trovato carbonizzato nelle campagne di Eboli. La Tac esclude colpi d’arma da fuoco e rivela fratture compatibili con un violento pestaggio

C’è un dolore che non riesce ancora a trasformarsi in certezza. Ida e Francesca Esposito, le sorelle del giornalista Luigi Esposito, conosciuto professionalmente come Luca Esposito, continuano a sperare che quel corpo ritrovato carbonizzato nelle campagne di Eboli, in provincia di Salerno, non appartenga al loro fratello.

Una speranza che resiste nonostante gli elementi raccolti dagli investigatori e che racconta tutto lo smarrimento di una famiglia travolta da una tragedia ancora piena di interrogativi.

Intanto proseguono le indagini coordinate dalla Procura di Salerno, mentre l’autopsia dovrà chiarire con precisione le cause della morte del 53enne.

Le sorelle sotto choc: «Sperano ancora che non sia lui»

A raccontare il dramma vissuto dalla famiglia è l’avvocato Annalisa Califano, legale delle due sorelle.

«Sono sotto choc. Chiedono a tutti di rispettare questo momento così drammatico. Anche davanti all’evidenza, continuano a sperare che quel corpo martoriato non sia quello del fratello», ha spiegato la professionista.

Per la famiglia il giornalista era Luigi, il nome con cui era conosciuto nella vita privata.

«Era benvoluto da tutti. È cresciuto nella comunità di Nocera Superiore, dove praticamente tutti si conoscono», ha aggiunto l’avvocato.

L’autopsia e gli accertamenti della Procura

Nel pomeriggio sarà conferito l’incarico al medico legale Gabriele Casaburi, incaricato dalla Procura di eseguire l’esame autoptico.

La famiglia ha nominato come consulente tecnico il dottor Giuseppe Raimo, che ha consigliato alle sorelle di non assistere alle operazioni all’obitorio dell’ospedale di Eboli per evitare un ulteriore trauma emotivo.

L’autopsia rappresenta un passaggio fondamentale dell’inchiesta e dovrà stabilire le cause esatte del decesso, oltre a verificare se la vittima sia morta prima o dopo che il corpo venisse dato alle fiamme.

Gli investigatori eseguono gli accertamenti sull’auto della vittima nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio

La Tac: nessun colpo di pistola, ma fratture compatibili con un pestaggio

Le prime risposte sono arrivate dalla Tac eseguita sulla salma.

Secondo quanto emerso, non sarebbero presenti ferite riconducibili a colpi d’arma da fuoco.

Gli esami hanno invece evidenziato numerose fratture in diverse parti del corpo, lesioni che gli investigatori ritengono compatibili con un violento pestaggio.

L’ipotesi investigativa è che Luigi Esposito sia stato prima aggredito, poi ucciso e infine dato alle fiamme nel tentativo di cancellare ogni traccia.

Il mistero della doppia identità lavorativa

Tra gli aspetti che gli investigatori stanno approfondendo emerge anche una circostanza particolare.

Il 53enne lavorava come giornalista sportivo, ma avrebbe raccontato a numerosi conoscenti di essere dipendente dell’Arpac.

Una circostanza che l’Agenzia regionale ha successivamente smentito e che ora rappresenta uno degli elementi al vaglio degli inquirenti per ricostruire gli ultimi mesi di vita della vittima e le sue relazioni personali.

Le indagini puntano sulla vita privata

Le indagini, coordinate dal procuratore Raffaele Cantone, procedono senza escludere alcuna ipotesi.

Gli investigatori stanno concentrando l’attenzione soprattutto sulla vita privata del giornalista, valutando possibili contrasti personali, questioni economiche o un eventuale movente passionale.

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Salerno e della Compagnia di Eboli continuano ad acquisire testimonianze e immagini di videosorveglianza per ricostruire le ultime ore di vita del 53enne.

Ogni elemento potrebbe rivelarsi decisivo per individuare chi abbia aggredito e ucciso Luigi Esposito prima di incendiarne il corpo nelle campagne di Eboli.

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