Alluvione Nepal-Tibet, 157 morti e centinaia di dispersi: devastata la frontiera con la Cina

6
0
Alluvione tra Nepal e Tibet, almeno 157 vittime
Alluvione tra Nepal e Tibet: 157 morti, 466 stranieri dispersi
.occhio.com

È salito ad almeno 157 morti il bilancio delle vittime delle violente alluvioni che hanno colpito il nord del Nepal, nella zona di confine con il Tibet cinese. La piena, accompagnata da una gigantesca massa di acqua, fango e detriti, ha devastato il distretto di Rasuwa, spazzando via abitazioni, strade, ponti e infrastrutture.

La tragedia ha interessato anche il versante cinese del confine. Nella contea di Gyirong, nella città-prefettura di Shigatse, in Tibet, sono state confermate almeno 3 vittime, mentre 265 persone risultano disperse secondo gli ultimi dati diffusi dalle autorità cinesi. 

Nepal, centinaia di persone ancora disperse

Le operazioni di ricerca e soccorso proseguono senza sosta, ma le condizioni sul terreno rendono estremamente difficili gli interventi.

In Nepal risultano disperse centinaia di persone, tra residenti, lavoratori e turisti stranieri. Secondo gli ultimi aggiornamenti, tra i dispersi figurano 340 cittadini stranieri, mentre numerosi pellegrini indiani che si trovavano nella regione sono ancora irreperibili. RReuters

Le aree maggiormente colpite comprendono Rasuwagadhi, Timure, Syabrubesi e la valle del Bhote Koshi. La forza dell’acqua ha provocato ingenti danni alle infrastrutture e isolato alcune comunità.

Le autorità hanno inoltre invitato la popolazione delle aree a valle a mantenersi lontana dai corsi d’acqua, mentre l’ondata di piena si è propagata verso il sistema del Trishuli.

Cosa ha provocato l’alluvione

Le cause esatte della catastrofe sono ancora oggetto di accertamento. Le prime ricostruzioni indicano il possibile distacco di una grande massa di ghiaccio e roccia da un ghiacciaio, precipitata nella valle e capace di provocare un’improvvisa onda di piena.

Gli esperti stanno valutando anche il possibile ruolo di un terremoto di magnitudo 4,4 registrato nella regione poco prima dell’evento. Al momento, tuttavia, non è stata stabilita con certezza una singola causa. RReuters+1

La massa d’acqua e detriti ha raggiunto rapidamente il fiume Lhende, collegato al sistema del Bhote Koshi, provocando una piena improvvisa e distruttiva.

Devastata la zona di confine tra Nepal e Tibet

Particolarmente colpito è stato il corridoio che collega Nepal e Cina attraverso il valico di Gyirong-Rasuwagadhi, importante sia per il commercio sia per il turismo.

Sul versante nepalese, la piena ha distrutto infrastrutture essenziali, mentre in Tibet il fango e i detriti hanno investito l’area del porto di Gyirong.

La precisazione geografica è importante: Gyirong si trova in Tibet, quindi sul territorio cinese, mentre Timure, Rasuwagadhi e Syabrubesi si trovano in Nepal, nel distretto di Rasuwa. La catastrofe ha quindi colpito entrambi i lati della frontiera. RReuters+1

India invia aiuti umanitari al Nepal

L’India ha annunciato l’invio di 10 tonnellate di aiuti umanitari e medicinali essenziali per sostenere le operazioni di soccorso in Nepal.

Il ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar ha confermato la partenza degli aiuti, esprimendo solidarietà alla popolazione nepalese colpita dalla catastrofe. 

L’emergenza riguarda anche cittadini stranieri presenti nella regione per motivi turistici e religiosi. Tra i dispersi figurano infatti numerosi pellegrini diretti verso il Tibet.

La Cina mobilita i soccorsi

Anche Pechino ha disposto un’imponente operazione di ricerca e soccorso nell’area di Gyirong.

Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato di fare tutto il possibile per individuare e salvare le persone disperse, chiedendo inoltre di trasferire in luoghi sicuri gli abitanti delle zone a rischio e di prestare rapidamente assistenza ai feriti. 

Le operazioni sono rese più difficili dalla distruzione delle strade e delle infrastrutture di collegamento e dal rischio di ulteriori fenomeni franosi.

L’Europa pronta a intervenire

Anche l’Unione europea ha espresso solidarietà a Nepal e Cina. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che l’Europa è pronta a mobilitare ulteriore assistenza per le comunità colpite.

L’UE ha inoltre attivato strumenti di monitoraggio satellitare per contribuire alla valutazione dei danni e alla gestione dell’emergenza.

Nel frattempo, l’Organizzazione mondiale della sanità ha inviato forniture mediche d’emergenza e tende multifunzionali e sta collaborando con il ministero della Salute nepalese per sostenere la risposta sanitaria. OOrganizzazione Mondiale della Sanità

Soccorsi ancora in corso

Il bilancio della  potrebbe purtroppo aumentare nelle prossime ore. Le squadre di soccorso continuano a cercare i dispersi, mentre le autorità monitorano i fiumi e le aree potenzialmente esposte a nuove piene.

La priorità resta raggiungere le comunità isolate, mettere in sicurezza la popolazione e individuare le centinaia di persone ancora senza notizie.

La situazione resta dunque in continua evoluzione e i numeri delle vittime e dei dispersi potrebbero essere ulteriormente aggiornati dalle autorità nepalesi e cinesi.

agos_.it
iseofinestre.com
medi-market.it

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here