Incidente sul lavoro a San Nicolò: operaio di 54 anni muore investito da un’auto

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San Nicolò, operaio muore investito da un'auto mentre lavora in un tombino
Lavora nel tombino e viene travolto da un'auto, morto un operaio
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Un operaio di 54 anni è morto in un incidente sul lavoro avvenuto questa mattina nel centro abitato di San Nicolò, frazione del comune di Rottofreno, in provincia di Piacenza.

L’uomo, tecnico della ditta Afr, affidataria di Iren, era all’interno di un tombino sulla strada, davanti all’ingresso di un’abitazione, per effettuare la lettura di alcuni contatori dell’acqua, quando è stato travolto da un’automobile che stava effettuando una manovra per entrare nell’area dei box.

L’impatto è stato fatale. Nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori del 118, per il lavoratore non c’è stato nulla da fare: è morto sul colpo.

Sul luogo della tragedia sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Piacenza, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e verificare eventuali responsabilità.

Il cordoglio di Ireti e del Gruppo Iren

Dopo la tragedia è arrivata la presa di posizione di Ireti, società del Gruppo Iren, che ha espresso il proprio cordoglio per la morte del tecnico.

In una nota, l’azienda ha manifestato vicinanza ai familiari della vittima, ricordando che il lavoratore era dipendente della ditta Afr, affidataria delle operazioni di lettura dei contatori dell’acqua.

La Cgil chiede chiarezza sulle condizioni di sicurezza

Sulla morte dell’operaio è intervenuta anche la Cgil di Piacenza, che ha espresso profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutte le persone coinvolte.

A firmare la nota sono Marco Efori, segretario generale della Filctem-Cgil di Piacenza, Alberto Gorra, segretario generale della Fp-Cgil Piacenza, e Ivo Bussacchini, segretario generale della Cgil di Piacenza.

I rappresentanti sindacali sottolineano la necessità di fare piena luce sulle circostanze dell’incidente, precisando che spetterà agli organi competenti accertare la dinamica e le eventuali responsabilità.

In particolare, chiedono verifiche sulle condizioni in cui si stava svolgendo il lavoro, sulle procedure previste e sulle misure di sicurezza adottate per proteggere il tecnico dal transito dei veicoli.

Riflettori sulla catena degli appalti Iren

La vicenda riporta al centro del dibattito anche il tema delle esternalizzazioni e della sicurezza negli appalti.

Secondo quanto evidenziato dalla Cgil, l’attività svolta dal lavoratore sarebbe riconducibile a un servizio esternalizzato nell’ambito degli affidamenti di Iren.

Per questo il sindacato chiede al gruppo di chiarire l’intera catena degli appalti e degli eventuali subappalti, l’inquadramento contrattuale del lavoratore e le modalità con cui venivano organizzati e verificati gli interventi.

«Senza anticipare conclusioni esiste un tema generale che poniamo da tempo: il ricorso esteso alle esternalizzazioni e la frammentazione del lavoro richiedono un controllo effettivo delle condizioni in cui operano tutte le persone coinvolte», osservano i rappresentanti sindacali.

Sciopero del Gruppo Iren il 4 dicembre

La sicurezza negli appalti è tra gli argomenti al centro della vertenza sindacale che ha già portato alla proclamazione di uno sciopero unitario del Gruppo Iren previsto per il 4 dicembre.

La mobilitazione coinvolgerà i territori di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Genova e Torino.

Anche le Rsu Iren hanno espresso vicinanza alla famiglia e ai colleghi del lavoratore deceduto, chiedendo all’azienda la massima collaborazione con le autorità impegnate nelle indagini.

Intanto, a San Nicolò, restano gli interrogativi sulle circostanze che hanno portato alla morte del tecnico. Saranno gli accertamenti degli inquirenti a chiarire quanto accaduto e a stabilire se siano emerse eventuali responsabilità.

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