
Stava tornando a casa dopo l’allenamento quando il mezzo è uscito di strada sulla Mausonia finendo contro un albero. Inutili due interventi chirurgici. Il dolore della Rugby Experience: «Dal primo all’ultimo giorno insieme»
L’Aquila piange Ruggero Canocchi, morto a soli 15 anni dopo il terribile incidente stradale avvenuto lungo la Mausonia. Il ragazzo, che avrebbe compiuto 16 anni a novembre, era una delle giovani promesse del rugby cittadino.
Ruggero è morto all’ospedale San Salvatore dopo ore drammatiche e due interventi chirurgici con i quali i medici hanno tentato di fermare le gravi emorragie interne provocate dallo schianto.
Il giovane stava tornando a casa dopo l’allenamento quando ha perso il controllo della minicar. Il mezzo è uscito dalla carreggiata e si è schiantato violentemente contro un albero.
Lo schianto con la minicar mentre tornava dall’allenamento
L’incidente è avvenuto poco dopo le 19 di lunedì lungo la Mausonia, all’altezza del centro sportivo Arcobaleno.
Ruggero aveva appena terminato l’allenamento ed era alla guida della sua minicar. Per cause ancora al vaglio degli investigatori, il giovane ha perso il controllo del mezzo.
La vettura ha attraversato la carreggiata raggiungendo il lato opposto della strada, dove ha terminato la corsa contro un albero presente ai margini del tratto stradale.
L’impatto è stato violentissimo.
Sul posto sono intervenuti immediatamente gli operatori del 118 e gli agenti di polizia. È arrivato anche il padre del ragazzo.
Nonostante le ferite riportate, nei primi momenti Ruggero era ancora cosciente. Ha parlato con i soccorritori e con gli agenti intervenuti prima del trasferimento d’urgenza in ospedale.
Due interventi per tentare di salvargli la vita
Una volta arrivato al San Salvatore dell’Aquila, le condizioni del quindicenne sono rapidamente peggiorate.
Gli accertamenti hanno evidenziato una grave emorragia interna. I medici hanno quindi deciso di sottoporlo a un primo intervento chirurgico d’urgenza.
La situazione, però, è rimasta estremamente critica.
La mattina successiva si è resa necessaria una seconda operazione nel tentativo di fermare un’altra emorragia. Ruggero è stato quindi sedato e ricoverato in condizioni disperate.
Per ore familiari, amici e compagni di squadra hanno aspettato una notizia positiva. La speranza è rimasta accesa fino all’ultimo, ma il risveglio tanto atteso non è mai arrivato.
Il cuore di Ruggero ha smesso di battere a soli 15 anni.
Ruggero Canocchi, una vita con la palla ovale
Ruggero era cresciuto con il rugby. Una passione coltivata fin da bambino e diventata negli anni una parte fondamentale della sua vita.
Giocava con la Rugby Experience L’Aquila, dove veniva impiegato come mediano di mischia e ala, indossando anche la maglia numero 9.
La passione per lo sport gli era stata trasmessa anche dal padre Fabrizio Canocchi, ex poliziotto e atleta, prima nel pattinaggio e successivamente nel rugby con le Fiamme Oro.
Ruggero aveva già iniziato a raccogliere risultati importanti nonostante la giovanissima età.
Nel 2025 aveva fatto parte della formazione Under 16 della Rugby Experience che il 2 giugno aveva conquistato il titolo italiano, superando in finale il Valsugana Padova per 19-17.
Anche nella stagione successiva aveva continuato a essere protagonista del percorso della squadra nelle fasi nazionali.
Il titolo italiano e un futuro ancora tutto da scrivere
Lo scorso maggio Ruggero aveva partecipato anche alla semifinale vinta dalla formazione aquilana contro l’Unione Rugby Capitolina.
Allenamenti, trasferte, partite e vittorie scandivano le sue giornate.
A 15 anni aveva davanti un percorso sportivo ancora tutto da costruire. Per i compagni non era soltanto un giovane talento, ma un ragazzo con il quale avevano condiviso anni di allenamenti e momenti importanti dentro e fuori dal campo.
La notizia della sua morte ha attraversato rapidamente tutto l’ambiente del rugby aquilano, lasciando increduli compagni, tecnici e famiglie.
«Dal primo all’ultimo giorno insieme»
È stata proprio la Rugby Experience L’Aquila a salutare Ruggero con uno dei messaggi più toccanti.
La società ha pubblicato sui social un collage di fotografie che ripercorre la crescita sportiva del ragazzo, dai primi passi con la palla ovale fino alle esperienze più recenti.
Ad accompagnare le immagini poche parole:
«Dal primo all’ultimo giorno insieme. Addio Ruggero, riposa in pace».
Un messaggio che racchiude il legame costruito negli anni tra il giovane e la sua squadra.
Il rugby italiano ricorda Ruggero
Il dolore ha coinvolto anche il movimento rugbistico nazionale.
La Federazione Italiana Rugby ha disposto un minuto di silenzio sui campi italiani nel fine settimana del 19 e 20 settembre in memoria del giovane atleta aquilano.
Un omaggio che porterà il nome di Ruggero ben oltre la sua città.
Intanto proseguono gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e capire cosa abbia provocato la perdita di controllo della minicar.
Per L’Aquila resta il dolore per una vita spezzata troppo presto. E per i suoi compagni resta soprattutto il ricordo di quel ragazzo cresciuto insieme a loro sui campi da rugby: «Dal primo all’ultimo giorno insieme».








