
L’ex fidanzato di Chiara Poggi parla dopo anni di riserbo. Intercettato fuori dal suo ufficio a Milano, risponde agli inviati di Mattino Cinque sugli ultimi sviluppi del caso e sulla possibile revisione della condanna
Alberto Stasi rompe il silenzio sul delitto di Garlasco. Lo fa con poche parole, ma destinate a riaccendere l’attenzione sul caso che da quasi vent’anni divide l’opinione pubblica.
L’ex fidanzato di Chiara Poggi, condannato in via definitiva a 16 anni per il suo omicidio, è stato raggiunto questa mattina, 14 settembre, dalle telecamere di Mattino Cinque fuori dall’ufficio dove lavora a Milano.
Inizialmente Stasi mantiene la linea seguita negli ultimi anni: «Non faccio dichiarazioni anche per rispetto dell’autorità giudiziaria».
Poi, però, decide di rispondere a una domanda sugli ultimi sviluppi dell’inchiesta e sulla possibilità di una revisione del processo.
La sua risposta è netta: «Spero che sia arrivato finalmente il momento di avere giustizia per Chiara e per me».
«Non dipende da me, ma da uomini di buona volontà»
Stasi non entra nel merito delle nuove indagini. Non commenta gli elementi raccolti dalla Procura di Pavia e non anticipa le prossime mosse dei suoi legali.
Quando gli viene chiesto se siano arrivati gli uomini di buona volontà ai quali aveva fatto riferimento in passato, risponde: «Penso di sì. Se non loro, chi potrebbero essere?»
Poche battute che segnano però un cambio rispetto al suo abituale riserbo.
La dichiarazione arriva mentre la difesa lavora alla possibile richiesta di revisione della sentenza che lo ha condannato per l’omicidio di Chiara Poggi.
La revisione del processo resta una possibilità
Stasi è l’unico condannato in via definitiva per la morte di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta della famiglia a Garlasco.
La nuova inchiesta della Procura di Pavia ha modificato il quadro investigativo e vede Andrea Sempio indagato per l’omicidio. Gli accertamenti hanno portato i pm a trasmettere gli esiti dell’indagine alla Procura generale di Milano, alla quale spetta valutare il percorso per un’eventuale revisione.
La revisione non è però un passaggio automatico. Si tratta di un mezzo di impugnazione straordinario che può intervenire anche su una sentenza definitiva, ma soltanto in presenza dei presupposti previsti dalla legge.
Per Stasi sarebbe la terza volta che la difesa tenta questa strada. Le precedenti richieste, presentate nel 2017 e nel 2020, non avevano avuto esito positivo.
La difesa: «Il focus della revisione è Alberto Stasi»
La legale Giada Bocellari, che assiste Stasi, ha ribadito che l’eventuale richiesta avrà come oggetto esclusivamente la posizione del suo assistito.
Il nuovo procedimento investigativo, ha spiegato la professionista, può fornire elementi potenzialmente favorevoli a Stasi. Questo indipendentemente dall’esito della posizione di Sempio, che resta un indagato e ha diritto a tutte le garanzie previste dal procedimento.
La difesa aveva già annunciato l’intenzione di accelerare il lavoro sulla richiesta, precisando però che sarebbe stato necessario esaminare con attenzione tutti gli atti prima di depositarla.
La frase di Stasi riapre il capitolo della giustizia
Dopo anni trascorsi lontano dai riflettori, Stasi ha scelto quindi di parlare proprio nel momento in cui il caso Garlasco torna a vivere una nuova fase giudiziaria.
Non ha pronunciato accuse e non ha anticipato conclusioni. Ha affidato tutto a una sola speranza: «Giustizia per Chiara e per me».
Ora il prossimo passaggio spetta agli uffici giudiziari e, sul fronte della difesa, alla preparazione dell’eventuale istanza di revisione.








