Addio Emma Bonino, una vita per i diritti. Meloni: «Funerali di Stato»

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Emma Bonino morta a 78 anni a Roma
Emma Bonino, storica esponente radicale e protagonista della politica italiana, morta a 78 anni.
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La storica esponente radicale è morta a 78 anni dopo il peggioramento delle condizioni respiratorie. Lunedì il Consiglio dei ministri

Emma Bonino è morta a 78 anni. La storica esponente radicale si è spenta oggi, 11 settembre, a Roma, dopo il repentino peggioramento delle sue condizioni di salute.

La notizia ha aperto una giornata di cordoglio nel mondo politico italiano ed europeo. Poco dopo la scomparsa, Giorgia Meloni ha annunciato che saranno predisposti i funerali di Stato.

Restano ora da definire la data delle esequie e le modalità con cui cittadini e istituzioni potranno rendere omaggio alla storica leader radicale.

La camera ardente e la data dei funerali

Il calendario ufficiale sarà definito nei prossimi giorni. Il Consiglio dei ministri è convocato lunedì 14 settembre alle 10 a Palazzo Chigi.

In quella sede dovrebbe arrivare il passaggio formale relativo alle esequie di Stato. Successivamente saranno comunicati la data della cerimonia e gli orari della camera ardente.

Tra le ipotesi per l’ultimo saluto pubblico c’è la Sala della Protomoteca in Campidoglio. Resta inoltre sul tavolo la possibilità di utilizzare una sede istituzionale del Senato.

Il ricovero per la crisi respiratoria

Bonino era stata ricoverata il 7 settembre all’ospedale Santo Spirito di Roma a causa di una crisi respiratoria.

Dopo un primo miglioramento, che aveva alimentato un cauto ottimismo, le sue condizioni erano però peggiorate rapidamente.

L’8 settembre era stata trasferita in terapia intensiva. Il giorno successivo aveva lasciato la Rianimazione per essere trasferita in una struttura privata, secondo quanto concordato tra il medico curante e i sanitari del Santo Spirito.

La situazione era stata descritta come delicata. Poi il nuovo peggioramento e la morte.

Una vita interamente legata alle battaglie per i diritti

Emma Bonino aveva costruito la propria esperienza politica attraverso alcune delle principali battaglie civili italiane.

Nata a Bra, nel Cuneese, nel marzo 1948, si era laureata in Lingue alla Bocconi nel 1972. Nel 1975 aveva fondato il Cisa e sostenuto pubblicamente la battaglia per l’interruzione di gravidanza.

L’autodenuncia per aver sostenuto la pratica degli aborti clandestini le costò anche il carcere. Quella stagione segnò l’inizio di un lungo percorso politico al fianco di Marco Pannella.

Nel 1976, a soli 28 anni, entrò alla Camera dei deputati.

Da quel momento la sua attività si sviluppò tra battaglie per i diritti civili e incarichi nelle istituzioni italiane ed europee.

Dall’Europa ai governi italiani

Nel 1995 Bonino arrivò alla Commissione europea, dove si occupò di Aiuti umanitari e Pesca nella Commissione Santer.

In quegli anni si impegnò anche sulle crisi internazionali e sulla difesa dei diritti umani. Tra le battaglie portate avanti figurano quella per l’istituzione del Tribunale penale internazionale e quella contro le mutilazioni genitali femminili.

In Italia ricoprì successivamente diversi incarichi istituzionali.

Fu ministra del Commercio internazionale, vicepresidente del Senato e, dal 2013 al 2014, ministra degli Affari esteri nel governo guidato da Enrico Letta.

La malattia e la nascita di +Europa

Nel 2015 Bonino rese pubblica la sua battaglia contro un microcitoma polmonare.

Anche durante la malattia continuò a mantenere un ruolo attivo nella vita pubblica e politica.

Nel 2017 contribuì alla nascita di +Europa, formazione con cui cercò di riportare l’europeismo al centro del dibattito italiano.

Bonino ne rimase una figura di riferimento fino alle dimissioni dalla presidenza, arrivate all’inizio del 2025.

La sua esperienza politica ha attraversato decenni di storia italiana, mantenendo come filo conduttore i diritti civili, l’europeismo e le battaglie per l’autodeterminazione.

Meloni: «Una voce forte e riconoscibile della politica italiana»

Tra le prime reazioni alla morte c’è stata quella di Giorgia Meloni.

«Emma Bonino ha rappresentato per decenni una voce forte e riconoscibile della politica italiana, portando avanti le sue idee con determinazione», ha dichiarato la presidente del Consiglio.

Meloni ha riconosciuto il peso avuto da Bonino nella vita pubblica italiana, nonostante la distanza tra le rispettive posizioni politiche.

«Le nostre storie e le nostre sensibilità sono state lontane, ma questo non mi ha mai impedito di riconoscerne il peso e il ruolo nella vita pubblica della nostra Nazione», ha aggiunto.

La presidente del Consiglio ha quindi espresso il proprio cordoglio alla famiglia e ai suoi cari, annunciando i funerali di Stato.

Metsola: «Ha sempre scelto di andare avanti»

Il cordoglio è arrivato anche dalle istituzioni europee.

La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha ricordato Bonino come una donna che non ha mai aspettato che il mondo fosse pronto prima di agire.

Metsola ha sottolineato il ruolo avuto dalla politica italiana sia in Italia sia a Bruxelles, dove Bonino era stata deputata al Parlamento europeo e commissaria europea.

«L’Europa per cui ha combattuto sentirà la sua mancanza», ha scritto Metsola nel suo messaggio.

Ora l’attenzione è rivolta alla camera ardente e ai funerali di Stato. Le decisioni istituzionali attese lunedì permetteranno di definire il calendario dell’ultimo saluto a una delle figure più riconoscibili della politica italiana degli ultimi decenni.

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