Varenne è morto a 31 anni: addio al Capitano del trotto

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Muore a 31 anni il cavallo più vincente nella storia del trotto
Addio a Varenne, leggenda italiana nel mondo
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È morto Varenne, il leggendario cavallo da trotto considerato uno dei più grandi campioni di tutti i tempi. Il “Capitano” aveva 31 anni ed è deceduto nella notte in un box dell’allevamento LJ di Eboli, in provincia di Salerno. A provocare la morte, secondo quanto comunicato dai canali social ufficiali, è stato un infarto.

A raccontare gli ultimi momenti del campione è Dario De Angelis, proprietario dell’allevamento che da circa un anno e mezzo si prendeva cura di Varenne.

“Al di là degli acciacchi dell’età, stava discretamente bene”, ha raccontato De Angelis. Il cavallo si trovava insieme a Giovanni, un collaboratore della struttura che si occupava quotidianamente di lui, quando intorno alle 2 si è improvvisamente accasciato.

Poco prima Varenne era rientrato da una passeggiata nel parco. Durante l’estate, infatti, usciva spesso nelle ore notturne per evitare il caldo.

Varenne, una leggenda del trotto

Nato il 19 maggio 1995 a Copparo, in Emilia-Romagna, Varenne ha scritto alcune delle pagine più importanti della storia del trotto internazionale.

Nel corso della sua carriera ha disputato 72 corse, vincendone 63, con oltre sei milioni di euro raccolti in premi. Numeri che raccontano solo in parte la grandezza di un campione diventato un simbolo dello sport italiano.

La sua ultima gara risale al settembre del 2002. Da allora il nome di Varenne è rimasto indissolubilmente legato al mondo dell’ippica e al ricordo di un cavallo capace di conquistare il pubblico ben oltre la platea degli appassionati.

Il suo talento lo aveva trasformato nel “Capitano”, un soprannome che negli anni è diventato quasi inseparabile dal suo nome.

Il legame speciale tra Varenne e la Campania

La morte di Varenne a Eboli rende ancora più forte il legame tra il campione e la Campania.

Sebbene fosse nato in Emilia-Romagna, Varenne era considerato un napoletano d’adozione. Il suo storico proprietario, Enzo Giordano, era infatti partenopeo e alcuni dei successi più importanti del cavallo arrivarono sulla pista dell’ippodromo di Agnano.

Proprio ad Agnano, il 4 maggio 2025, Varenne era tornato in occasione del Gran Premio che porta il suo nome. Fu una giornata speciale per celebrare i suoi 30 anni e ricordare anche Giordano, scomparso a 71 anni.

Era stato proprio Giordano a decidere di acquistare il cavallo dopo il suggerimento del driver Giampaolo Minucci.

“Il nome del cavallo mi piace perché in viaggio di nozze a Parigi ho soggiornato in rue de Varenne”, aveva raccontato Giordano ricordando la scelta del nome.

Da quel momento sarebbe cominciata una delle più grandi storie del trotto italiano.

Gli ultimi anni di Varenne nell’allevamento di Eboli

Varenne era tornato in Campania circa un anno e mezzo prima della sua morte, per volontà del suo proprietario.

All’allevamento LJ di Eboli era stato seguito con grande attenzione. Il suo box, di circa 30 metri quadrati, era dotato di due ingressi e tre ventilatori. Il campione veniva seguito da due veterinari e da un nutrizionista e riceveva cinque pasti differenti nell’arco della giornata.

Non mancavano le passeggiate nel parco, durante le quali veniva accompagnato da Giovanni e Sara.

Per De Angelis, prendersi cura di Varenne è stato un privilegio, ma anche un’esperienza capace di mostrare il lato più particolare del campione.

“Poter vivere con Varenne mi ha fatto capire che era un cavallo fuori dal normale, aveva un’intelligenza quasi umana”, ha raccontato.

“Finalmente si sono ricongiunti”: il ricordo di Enzo Giordano

Nel ricordo di De Angelis, però, Varenne non era soltanto un campione.

“Oggi abbiamo innanzitutto perso un cavallo e, poi, abbiamo perso Varenne. Questo fa doppiamente male”, ha detto il proprietario dell’allevamento.

E c’è un pensiero che, secondo De Angelis, rende almeno in parte meno dolorosa la sua scomparsa: “Mi piace solo pensare che è andato da Enzo. Questo mi fa soffrire meno perché finalmente si sono ricongiunti”.

Il riferimento è naturalmente a Enzo Giordano, l’uomo che aveva creduto in Varenne e che aveva contribuito a trasformarlo in un simbolo dello sport italiano.

L’addio al Capitano

La notizia della morte di Varenne ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio. Dal mondo dell’ippica alla politica, sono in molti ad aver ricordato un cavallo diventato patrimonio della cultura sportiva italiana.

Tra i messaggi anche quello del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha ricordato l’onore di aver premiato la straordinaria carriera di Varenne a Verona, durante Fieracavalli.

Anche Luca Zaia e Alberto Cirio hanno voluto rendere omaggio al campione, sottolineando il suo ruolo di simbolo dello sport italiano.

Varenne se ne va a 31 anni. Ma la leggenda del “Capitano”, le sue vittorie e il suo legame con Napoli e la Campania resteranno nella memoria di milioni di appassionati.

Sessantatré vittorie su 72 corse, oltre sei milioni di euro di premi e una storia diventata leggenda: Varenne non corre più, ma il suo mito continua.

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