Quarto, minacce al sindaco dopo la demolizione del cementificio confiscato: «Ti metto dentro ai muri»

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Antonio Sabino sindaco di Quarto minacce social
Il sindaco di Quarto dopo la demolizione dei silos dell'ex cementificio confiscato.
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Insulti e intimidazioni sui social contro il primo cittadino Antonio Sabino dopo l’abbattimento dei silos dell’ex impianto legato al clan Nuvoletta-Polverino. Presentata denuncia ai carabinieri, il prefetto rafforza la vigilanza

Nuove tensioni a Quarto dopo la demolizione dei silos dell’ex cementificio confiscato alla criminalità organizzata. Nelle ore successive all’abbattimento delle strutture, il sindaco Antonio Sabino è finito nel mirino di una serie di messaggi intimidatori comparsi sui social network sotto i post istituzionali che annunciavano l’avvio del progetto di riqualificazione dell’area.

Tra gli insulti e le minacce rivolte al primo cittadino figurano frasi come «Pupazzo», «Morta una camorra se ne fa un’altra» e soprattutto «Ti metto dentro ai muri». Commenti che hanno immediatamente fatto scattare l’allarme e portato l’amministrazione comunale a segnalare l’accaduto alle autorità competenti.

L’area confiscata al clan Nuvoletta-Polverino

L’ex cementificio rappresenta uno dei simboli più importanti del recupero dei beni sottratti alla criminalità organizzata nel territorio flegreo.

La struttura era stata confiscata nell’ambito delle attività di contrasto ai clan Nuvoletta-Polverino e successivamente acquisita al patrimonio del Comune di Quarto. Dopo anni di abbandono, l’amministrazione comunale ha avviato un progetto di riqualificazione destinato a trasformare l’area in uno spazio pubblico dedicato alla cultura, allo sport e all’aggregazione sociale.

Il piano prevede la realizzazione di:

  • un centro polivalente;
  • un teatro all’aperto;
  • aree dedicate al fitness;
  • spazi per attività culturali e sociali;
  • un nuovo parco urbano aperto alla cittadinanza.

Proprio la demolizione dei vecchi silos ha segnato l’inizio concreto dell’intervento.

Le minacce sui social dopo l’abbattimento dei silos

Subito dopo la pubblicazione delle immagini della demolizione, numerosi utenti hanno iniziato a commentare i post del Comune e quelli personali del sindaco.

Alcuni messaggi hanno assunto toni particolarmente aggressivi e intimidatori. Le frasi pubblicate sui social hanno spinto il primo cittadino ad annunciare un’immediata denuncia.

«Si tratta di messaggi molto gravi», ha dichiarato Antonio Sabino, spiegando che presenterà formale denuncia ai carabinieri della Tenenza di Quarto affinché venga individuata l’origine delle minacce.

Secondo il sindaco, spetterà ora agli investigatori e alla Procura Antimafia verificare chi si nasconde dietro i profili che hanno pubblicato i commenti intimidatori.

Il post che mostra la demolizione dell’ex cementificio confiscato con i commenti intimidatori comparsi online

Antonio Sabino: «Il recupero del bene confiscato dà fastidio alla camorra»

Il primo cittadino non ha dubbi sul significato dei messaggi ricevuti.

«È evidente che il recupero di un cementificio di camorra dopo 34 anni per trasformarlo in un bene comune dà molto fastidio alla camorra», ha affermato.

Sabino ha ribadito la volontà di proseguire senza esitazioni nel percorso di recupero dei beni confiscati presenti sul territorio comunale.

L’amministrazione, infatti, rivendica di aver già restituito alla collettività decine di immobili e strutture sottratte alla criminalità organizzata, trasformandoli in servizi e opportunità per i cittadini.

Prefetto di Napoli: vigilanza rafforzata

La vicenda è arrivata anche all’attenzione della Prefettura di Napoli.

Il prefetto Michele di Bari ha disposto un rafforzamento delle attività di vigilanza e monitoraggio. La questione verrà inoltre esaminata durante una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Tra le ipotesi sul tavolo figurano ulteriori misure di controllo per garantire la sicurezza del cantiere e delle persone impegnate nei lavori di riqualificazione dell’area.

Il Comune rilancia: avanti con il recupero dei beni confiscati

Nonostante le intimidazioni ricevute, il Comune di Quarto conferma la volontà di andare avanti.

L’obiettivo resta quello di restituire definitivamente alla cittadinanza uno spazio che per anni è stato associato agli interessi della criminalità organizzata.

«La nostra risposta sarà accelerare i lavori», ha spiegato il sindaco, annunciando l’inaugurazione del nuovo parco e la pubblicazione entro fine giugno di due ulteriori bandi per l’assegnazione di altri cinque beni confiscati.

Un segnale che l’amministrazione considera fondamentale per dimostrare che il recupero della legalità sul territorio non si fermerà davanti a minacce e intimidazioni.

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